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L'IRAN E LA BASE DELLA MORALE

L’Iran ha dichiarato che riprenderà l’arricchimento del suo uranio, cioè il procedimento per procurarsi la bomba atomica. Normalmente una notizia dovrebbe provocare allarme, ma non stavolta. Infatti nessuno ha seriamente creduto che avesse smesso. 
L’Iran lavora da anni a questo progetto e annuncia la propria intenzione di cancellare Israele dalla faccia della terra. Gerusalemme, già da anni potenza atomica, ha scongiurato le grandi potenze di porre un limite all’aggressività di Teheran, dal momento che una guerra nucleare farebbe molto più dei sei milioni di morti israeliani. La caccia all’ebreo non è più gratuita. Ma bisogna riconoscere che l’impresa era ed è più che difficile. Anche per questo, anni fa, Obama scelse la via del negoziato: Teheran, in cambio di vantaggi economici (fine dell’embargo) si impegnò a rinunciare all’arma atomica ma Israele, così come tutte le persone di buon senso, non credette affatto alla buona fede dell’Iran. Era sicura che quel Paese, mentre otteneva notevolissimi introiti petroliferi, avrebbe proseguito nascostamente il suo programma nucleare.  Ma ad Obama e agli ingenui europei (ingenui ma interessati a fare affari) piaceva troppo dire: “Abbiamo salvato la pace”. E così Israele gridava nel deserto. 
Tutto ciò finché a Washington non è arrivato Trump. Il nuovo Presidente, come aveva promesso, non soltanto ha rinnegato il trattato ma ha addirittura minacciato di corpose sanzioni economiche le imprese europee che violassero l’embargo imposto all’Iran. E quanto all’attuale minaccia di Teheran, farà spallucce come tutti gli altri: “Non è una novità”.  E infatti non c’è nessun allarme.
I musulmani soffrono di un deficit di credibilità. Ciò dipende anche dal Corano che, mentre biasima la bugia fra credenti, l’autorizza nei confronti degli infedeli. Così l’europeo medio si fida sempre della parola dei giapponesi e mai della parola dei musulmani. Sarà esagerato ma è così. E questa vicenda induce a considerazioni di ben più vasto raggio. 
In natura la violenza fra individui dello stesso gruppo è raramente mortale. Ciò, infatti, sarebbe contrario agli interessi della specie. Purtroppo invece fra gli esseri umani la violenza è frequente e la società ha da sempre cercato di proteggere i più deboli, addirittura creando un tabù a protezione dei bambini e delle donne. Ma poiché è stato difficile trovare un motivo valido per contraddire la legge della giungla, ha cercato un fondamento indiscutibile e metafisico: il comando di Dio. Sul Sinai il Roveto Ardente non dice a Mosè che l’uomo non deve uccidere per questa o per quella ragione, si limita a imporre seccamente: “Tu non ucciderai”. E perfino: “La vendetta è mia”. Cioè: “Se c’è da raddrizzare un torto, della violenza mi occupo io” 
Ovviamente, la realtà non mostra abbastanza spesso l’intervento di Dio. La sua assenza infatti è stata particolarmente notata ad Auschwitz. Così la società contemporanea, tendenzialmente miscredente, si trova dinanzi ad uno scomodo dilemma: o accetta la morale per conformismo (ed è una ben povera base) o è costretta a riconoscere la legittimità del bellum omnium contra omnes, la guerra di tutti contro tutti. 
E tuttavia personalmente avrei una soluzione. Se vietare i reati per motivi morali è poco efficace, si può provare a dimostrare che sono contrari al nostro interesse. La sanzione della bugia, come abbiamo visto, è la perdita di credibilità. Teoricamente, l’Iran stavolta potrebbe addirittura essere stato sincero e leale, ma gli avversari pensano che non ci si può fidare della parola degli ayatollah e ciò li costringe a prepararsi per gli scenari peggiori. Inclusi quelli più nocivi per Teheran. E non è un caso unico. Se la monarchia giapponese e la monarchia inglese sono durate tanto a lungo, è perché i loro sovrani si sono comportati con moderazione. Alla fine la stima per loro ha fatto sì che nessuno osasse contestarli e loro stessi evitassero di comportarsi da tiranni. Hilter invece è andato a scuola da Caligola e così ha provocato la sua rovina. Se invadendo la Russia si fosse comportato generosamente, sarebbe stato accolto come un liberatore dalla tirannia di Stalin. Viceversa, da quel criminale stupido che era, si comportò in modo spietato nei confronti della popolazione civile (che disprezzava) fino ad indurla alla più risoluta resistenza. I palestinesi, stupidamente sobillati dagli altri arabi, hanno adottato contro Israele il terrorismo più sleale e più immorale. E che cosa ne hanno ricavato, dopo tanti decenni? Israele s’è chiuso a riccio, e oggi è uno degli Stati più sicuri del mondo, mentre i palestinesi non hanno guadagnato né un centimetro di terra, né un’oncia di indipendenza, né un soldo di vantaggi economici. Sono dei perdenti su tutta la linea, e Gaza vive di carità. Se invece avessero cercato la collaborazione con i vincitori, avrebbero beneficiato del boom economico israeliano e la Palestina avrebbe potuto essere uno degli Stati più prosperi e potenti del Vicino Oriente. 
La base della morale è la semplice constatazione che l’uomo onesto vive meglio del disonesto. 
Gianni Pardo, giannipardo1@gmail.com 
9 maggio 2019

Pubblicato il 10/5/2019 alle 5.50 nella rubrica Diario.

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