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IL M5S E LA LEGA, DUE ARTISTI

Il Movimento 5 Stelle e la Lega somigliano a due genitori poveri ma geniali. Due artisti. Mamma per esempio dice alla figlia: “Guarda quella goccia d’acqua, appesa alla punta della foglia. Guarda come splende nel sole, quasi di luce propria. Potrà mai una perla essere altrettanto bella? Io non posso comprarti una perla, lo sai che papà ed io siamo poveri, ma ti regalo la bellezza di quella goccia d’acqua. Tu possiederai la capacità di fruire della bellezza dell’acqua e del sole, mentre i ricchi non avranno che delle povere perle morte, frutto della malattia di un’ostrica”.
Se seguirà le orme dei genitori, quella bambina povera avrà in sé un patrimonio inestimabile, quello della sensibilità alla cultura, alla fantasia, all’arte. Le sue narici percepiranno l’odore della terra bagnata dopo la prima pioggia d’autunno, i suoi occhi scopriranno animali, draghi e angeli nelle nuvole. Le sue orecchie indovineranno nella grande musica un mondo così meraviglioso da essere dolorosamente ingannevole. Tutte cose che valgono molto più del denaro.
Purtroppo molta gente, proprio perché non è attrezzata per godere delle gioie inestimabili, vorrebbe quelle stimabili. Vorrebbe il denaro. E allora i genitori artisti, nel nostro caso il Movimento e la Lega, sono costretti a creare arte e sogni parlando di denaro. So che sei povero e non hai lavoro, ma non ti preoccupare, ti darò io una paga. So che rischi di chiudere la tua microscopica impresa, ma non ti preoccupare, ti farò pagare soltanto un 15% di tasse. E ti libererò degli emigrati, dei corrotti, degli incapaci. Ti farò servire da una burocrazia rapida, efficiente, e devota. E così, di promessa in promessa, i due partiti cullano il cittadino, finché non gli sboccia un sorriso sulle labbra, e chiude gli occhi. E sorridendo si addormenta.
Il guaio è che, fatalmente, poi si sveglia. Il guaio è che, fatalmente, ha fame. E i genitori, per quanto amino il loro figlio, per quanto siano capaci di raccontargli le storie più belle che avrebbero potuto immaginare i fratelli Grimm o Antoine de Saint-Exupéry, non possono rispondere alla fame con la fantasia. E questo rende la storia tristissima.
Secondo una leggenda, il pellicano nutriva i suoi piccoli strappandosi la carne dal petto. E per questo era divenuto il simbolo dell’amore dei genitori. In realtà il pellicano estraeva il pesce dalla sacca sotto il becco, sembrava che si beccasse il petto ma in realtà offriva pesce. Se fosse stato vero che feriva sé stesso sarebbe morto e sarebbero morti anche i suoi pulcini, perché nessuno li nutriva. Ciò che fa sopravvivere i pellicani e i loro pulcini non è l’amore, è il pesce. E purtroppo la sacca sotto il becco del M5S e della Lega non sembra contenere molto.
È straziante veder soffrire i propri figli e non poter far nulla. E dunque esprimo tutta la mia comprensione al Movimento 5 Stelle e alla Lega, pensando ai mesi che li attendono. Conosco il loro amore. Conosco la loro buona volontà. Se molti saranno delusi dai risultati concreti, non sarà perché i governanti non avranno fatto tutto il possibile. Purtroppo so anche che la gente non la penserà come me. I cittadini non sono molto sottili. Non amano le favole per la loro poesia e vorrebbero vederle trasformate in realtà. Diversamente dalla bambina di cui si parlava all’inizio, non trovano le gocce d’acqua più belle delle perle. E soprattutto sanno che non potrebbero venderle per comprarsi del pane.
È triste ma, come dice un proverbio francese, ventre creux n’a pas d’oreilles: una pancia vuota non ha orecchie.
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it
12 maggio 2018

Pubblicato il 12/5/2018 alle 5.1 nella rubrica Diario.

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