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DOPPIA PIROETTA CON AVVITAMENTO

Intervistati, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, senza mordersi l’un l’altro, hanno parlato del programma del futuro governo. Ed hanno realizzato due piccoli capolavori simmetrici: Di Maio non ha citato il reddito di cittadinanza e Salvini non ha citato la flat tax. 
Gli àuspici hanno dovuto osservare contro sole il volo degli uccelli, facendosi una visiera con la mano, gli aruspici hanno dovuto a lungo studiare le viscere degli animali sacrificati, ma tutti sono arrivati alla stessa conclusione: quelle omissioni erano altamente significative. Significano che i due grandi raggruppamenti stanno cercando di rimuovere dalla strada su cui incontrarsi i macigni più grandi. Forse i due eserciti stanno già organizzando le rispettive salmerie.
Lodevoli sforzi. Ma abbastanza inutili. Se i leader intendono mascherare il rinnegamento (inevitabile) dei loro programmi elettorali, può darsi che ci riescano con i commentatori politici, attenti ad ogni loro trasalimento e per i quali a volte una settimana sembra un secolo. Ma se – per il bene della nazione, s’intende, ma è inutile precisarlo, lo sanno tutti - fra due mesi i capi del M5s e del Centrodestra arriveranno alla conclusione che faranno il governo insieme, la maggior parte degli italiani ne sarà sorpresa. Molto. Proprio perché non segue con attenzione le vicende della politica. 
I movimenti impercettibili riescono a nascondere il cambiamento a chi li osserva spesso, ma se si rivede lo stesso sito cinquanta o sessant’anni dopo, perfino un bradisismo risulta evidente. Ecco perché i leader che si fanno vicendevolmente arcani segnali di fumo perdono tempo. Ci saranno persone – e fra queste centinaia di migliaia di votanti del M5s e del centrodestra – che si sono addormentate lasciando quei due partiti acerrimi nemici e si sveglieranno trovandoli a braccetto. Non soltanto a braccetto ma concordi nel non realizzare né le promesse dell’uno né le promesse dell’altro. Alleluia.
Naturalmente, accanto ai politologi e a coloro che pensano soltanto agli affari loro, ci sono gli uomini di buon senso, per quanto pochi. Questi non hanno mai preso sul serio i programmi di Salvini e di Di Maio e dunque, avendo prima coperto i loro programmi di un velo di più o meno taciuto disprezzo, domani potrebbero essere i più benevoli. Perché non si erano mai fatti illusioni. Ma quelli che si aspettavano il reddito di cittadinanza? Quelli che si aspettavano la flat tax? E il resto degli italiani, che si aspettava la Luna?
I “grillini” come potranno accettare l’alleanza con Berlusconi? I centristi come potranno riverire come statisti i ragazzotti del Movimento, fino a ieri qualificati da incompetenti, ignoranti, sognatori e “più pericolosi dei comunisti di un tempo”? Mistero gaudioso.
Molti in questi giorni hanno cantato il de profundis per il Cavaliere e per Forza Italia, ma di questo passo c’è il rischio che il famoso Salmo 129 debba essere cantato per parecchi partiti. Se il governo non facesse miracoli (e come potrebbe?) se non durasse, e se si dovesse tornare alle urne prima della fine della legislatura, qualcuno potrebbe invidiare il Pd, se veramente rimarrà all’opposizione.
Signori, comprate il popcorn, lo spettacolo si annuncia avvincente.
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it
27 marzo 2018
http://cercanotizie3.mimesi.com/Cercanotizie3/popuparticle?art=368195561_20180326_14004&section=view

Pubblicato il 27/3/2018 alle 5.26 nella rubrica Diario.

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