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SOCRATE, UN FALLITO EXTRALUSSO - 2

L’amicizia

Altro problema dell’età contemporanea è la solitudine. Se non si è avuta la fortuna di incontrare, nell’adolescenza, quell’amico o quell’amica che ci hanno iniziati al dialogo intimo, non abbiamo neppure l’idea di poter realmente parlare in prima persona. Non sappiamo di potere ascoltare il flusso di autocoscienza di qualcun altro. Oggi la psicoanalisi è meno di moda di anni fa, ma la seduta di analisi è stata per molti la prima occasione in cui hanno potuto aprirsi e sfuggire alla prigione del loro io muto. Il dialogo fra grandi amici è un arricchimento e una guida, quanto meno perché ci fa vedere che la vita può essere per gli altri un’esperienza diversa dalla nostra. Last but not least, l’amicizia è un’esperienza molto vicina all’amore. Al dialogo si aggiunge infatti un sincero interesse per l’altro, una condivisione delle esperienze, il piacere di stare insieme ed anche di sentirsi amati. La grande amicizia è una essenziale esperienza intellettuale ed affettiva che richiede disciplina, tolleranza, generosità e non raramente perdono. E proprio per queste sue caratteristiche, per la sua “non-gratuità”, che l’amicizia è il migliore apprendistato dell’amore. 
Il Simposio di Platone offre un bel quadro di che cosa può essere un incontro fra amici. Nella nostra epoca tecnologica gli sciocchi considerano invece amicizia lo scambio di messaggi col telefonino, la comunicazione delle informazioni più inutili e triviali o addirittura di fotografie: “Questo è il mio cane”. La povertà di un simile rapporto può essere misurata pensando che Epicuro, per molti il docente dei piaceri, ha scritto che il più grande e il più consigliabile di loro è l’amicizia. Purtroppo, non può avere un amico chi non è abituato ad aprirsi, a discutere senza aggredire, a tollerare una critica, e chi non capace di interessarsi sinceramente degli altri senza per questo divenire invadente. L’amicizia non è pigiare su un tasto, per dare o ricevere l’amicizia, come si fa su Facebook. L’amicizia concessa a centinaia di persone sta alla vera amicizia come le marchette di una puttana di strada stanno all’amore. 
L’amicizia non si compra e tuttavia ha un alto prezzo. Tanto alto che molti non l’hanno mai conosciuta e poi si sentono soli. Ma per fortuna hanno il telefonino e possono farsi dei selfie con dei conoscenti. Così, in fotografia, non sono soli.

L’amore

Se già l’amicizia costituisce un’essenziale finestra sul mondo degli altri, uno strumento essenziale per non sentirsi soli e conoscersi meglio, l’amore è l’università, il dottorato di ricerca, la massima specializzazione, in materia di rapporti umani.
Nei rapporti umani positivi si possono distinguere tre stadi: l’amicizia, l’innamoramento e l’amore. Nessuno dei tre è facile da amministrare. L’amicizia, che pure è il più semplice perché non include il sesso e non pretende l’esclusività, rimane lo stesso un rapporto difficile, e infatti non tutti hanno avuto l’esperienza di un’amicizia vera, profonda, indimenticabile, che segnano una tappa della nostra vita, quasi come avviene con i matrimoni. Ed è questa la ragione per la quale difficilmente, chi non ha conosciuto l’amicizia, conoscerà il grande amore sereno e duraturo. È difficile frequentare l’università quando non si sono prima apprese le basi della conoscenza. E soprattutto quando il primo contatto con l’amore si ha attraverso l’innamoramento. Questo può interamente falsare la prospettiva, perché è come studiare la patologia prima di studiare la fisiologia.
L’innamoramento è uno strano fenomeno, frutto di una potentissima pressione dell’istinto per indurci alla riproduzione. Qualcosa di simile all’estro degli animali. È un momento della vita in cui i parametri normali sono falsati. Una persona diviene ad un certo momento speciale, anzi, tanto speciale da apparire incomparabile, insostituibile. È vista molto più bella di quanto non sia e il tempo che si riesce a passare con lei è puro rapimento. Così a quest’uomo o a questa donna si ha tendenza a perdonarle qualunque limite e qualunque errore, cosicché si deve concludere che l’innamoramento è una totale falsificazione della realtà. L’innamorato è disposto a fare le follie che non farebbe mai, in tempi normali. Per questo il fenomeno è comparabile all’estro degli animali i quali, in quei momenti, sono capaci di badare meno alla propria stessa sopravvivenza e divengono imprudenti, perché pensano soltanto ad accoppiarsi. Infatti i grandi sportivi reputano sleale cacciarli in quel periodo. 
Naturalmente l’innamoramento ha i suoi quarti di nobiltà. Innanzi tutto è un’esperienza che è bene avere avuto, per comprendere il fenomeno e i nostri congeneri quando si comportano da dementi perché innamorati. Ma l’innamoramento ha tanto poco a che vedere con l’amore che è strano non sia designato con un’altra parola. L’amore deriva in parte dal giudizio positivo che si dà dell’altra persona, mentre l’innamoramento può aver luogo pur dando un giudizio sostanzialmente negativo dell’oggetto del proprio sentimento. L’amore è nato per durare, l’innamoramento ha la scadenza incorporata. Questo spiega come tanti matrimoni, nati da una passione travolgente, durino a volte pochi mesi, senza lasciare il residuo di un’accettabile amicizia e a volte nemmeno la capacità di comportarsi civilmente.
L’amore può arrivare dopo l’amicizia, dopo l’innamoramento, dopo la semplice coabitazione (come avveniva a volte nei matrimoni combinati) ma è poi un rapporto di solido e affidabile affetto, di dialogo, di comprensione, di solidarietà. Un’alleanza che veramente sconfigge la solitudine, che lega due persone così intensamente da formare una sorta di unità. Una caro, una sola carne, dicevano i latini.
L’amore è forse la più grande fortuna che possa capitare ad un essere umano. Ma è una fortuna che bisogna meritare. Indubbiamente c’è un elemento casuale, nell’incontrare la persona giusta, ma il sorgere e il consolidarsi del rapporto dipende dal modo in cui esso è stato curato. Il successo è il risultato di una costante disciplina, di una grande generosità, di un inossidabile buon senso. E ancora di una disponibilità al perdono, alla tolleranza, alla cortesia. E di tutto ciò che si dà si ha l’9mpressione di ricevere altrettanto e forse di più. L’amore è capace di dare, in pianta stabile, il meglio di ciò che l’innamoramento riesce a dare in forma magica, per un breve momento. 
In forma magica. L’innamoramento è infatti patologico perché fa apparire vero ciò che non è vero, fa sembrare facile, naturale e senza sforzo ciò che invece è raro, difficile, e frutto di una conquista. E per questo nasce male e dura poco. L’amore – che pure sembra un dono degli dei – è invece una conquista a due e un capolavoro. Il più bel fiore della nostra vita non dura se non è accuratamente accudito e tenuto nel giusto clima. È vero, il suo costo è alto, ma vale largamente più di quanto costa.
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it
28 gennaio 2018 2 Continua

Pubblicato il 29/1/2018 alle 5.28 nella rubrica Diario.

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