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LA LUNA CON PANNA

Se non esce acqua dal rubinetto (aperto) la colpa è del rubinetto o dell’interruzione della fornitura? E se l’acqua esce ma è torbida, pensate che sia il rubinetto, che l’intorbida, o che sia l’acquedotto che la manda sporca?
Nella mia ingenuità penso che se A causa un fenomeno, di cui B è la conseguenza, non si può dare a B la colpa del fatto. E della cosa discuterei volentieri con Antonio Polito. Questi, sul “Corriere della Sera”(1), descrive meritoriamente la follia delle promesse elettorali del Centrodestra, del M5s, del Pd ed anche dell’estrema sinistra. Insomma di tutti. Domanda: ha ragione o torto? Ovviamente ha ragione da vendere, riguardo al fatto che quelle promesse sono mitologiche e insostenibili, quando non rovinose, se si provasse a mantenerle. Ma ha torto marcio – ecco ciò che sostengo – quando dà ai partiti la colpa di averle formulate. 
Facciamo un esempio. Qualcuno si vede proporre per mille euro un diamante che in gioielleria ne costerebbe ventimila, e lo compra. Naturalmente, se il diamante è autentico, il compratore è colpevole di incauto acquisto, e il codice penale lo condanna. Se invece il diamante è falso, l’uomo è stato truffato ma – attenzione – è stato truffato perché, essendo avido, ha sperato di avere un gioiello per un ventesimo del suo valore. In un certo senso, è lui stesso la causa prima della truffa. I truffatori infatti prendono di mira soprattutto le persone disinformate, avide e capaci di credere alle fate. Con le persone prudenti non ci provano nemmeno. 
Polito, per ipotesi, avrebbe ragione di accusare il Movimento di Grillo se fosse l’unico a promettere cose irrealizzabili. Ma, se lo fanno tutti, la conclusione è diversa. Significa che il popolo desidera avere per mille euro un diamante che ne vale venti. Al punto che, se qualcuno gliene proponesse uno autentico per quindicimila euro (uno sconto del 25%) preferirebbe ancora quello a mille euro. In altri termini, qui il compratore – cioè il popolo - o è sciocco o è disinformato o è avido. Certo è che, se tutti si adeguano a un certo andazzo, è segno che il destinatario della campagna elettorale desidera sentirsi raccontare quelle favole. Incauto acquisto di promesse. 
Purtroppo ciò significa anche che i partiti reputano, all’unanimità, che l’elettorato italiano è talmente infantile da votare per chi gli promette la Luna. Al punto che nessuno di loro vuole lasciare questo vantaggio agli altri. E siamo all’asta dei sogni. Lui ti offre la Luna? La mia Luna è con panna.
Forse abbiamo una classe politica poco stimabile ma essa è emanazione della nostra società. E non si vede perché il frutto dovrebbe essere di natura diversa rispetto all’albero che l’ha prodotto. Se il popolo volesse veramente una buona amministrazione, la politica gli darebbe una buona amministrazione. E infatti in Svizzera, dove era stato proposto il reddito di cittadinanza, i cittadini lo hanno respinto con un referendum. Se invece il popolo vuole demagogia e spesa folle, i politici sono disposti a saziarlo del suo cibo preferito. Naturalmente non ci si può stupire e poi la realtà presenta il conto ai cittadini, e quel ch’è peggio ai loro figli. È la democrazia, bellezza.
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it
10 gennaio 2018
http://www.corriere.it/opinioni/18_gennaio_10/partiti-soldi-pubblici-promesse-senza-futuro-campagna-elettorale-f1f606fe-f56f-11e7-b250-16cc66648122.shtml

Pubblicato il 10/1/2018 alle 7.52 nella rubrica Diario.

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