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QUESTIONI LINGUISTICHE

NUNC DIMITTE...

La regola secondo la quale non bisognerebbe affermare mai nulla, in materia di lingua, se non dopo avere accuratamente controllato, ha fatto un’altra vittima. Oggi il prof.Michele Ainis, cattedratico ed editorialista della “Stampa”, parlando del senatore Villari che non intende lasciare la carica di Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, ha scritto: ‘Ha dalla sua pure il vocabolario, che contempla la voce «mi dimetto», ma non anche quella «ti dimetto»’. Purtroppo per lui, il primo significato del lemma, sullo Zingarelli, è proprio quello del verbo transitivo. Per esempio, nel senso di “far uscire”, dall’ospedale o dalle carceri: il dottore può dire al paziente: “ti dimetto oggi stesso”. Naturalmente il dizionario contempla anche il significato negato dal prof.Ainis, ed esattamente: “2.Esonerare da una carica, destituire da un ufficio e sim.: hanno dimesso dal ministero molti dipendenti”. E del resto il vecchio Simeone implorava: “Nunc dimitte servum tuum, Domine…” Anche in latino il verbo era transitivo. E ancora in latino si poteva raccomandare che l’incompetente “ne supra crepidam judicaret".

Pubblicato il 25/11/2008 alle 17.59 nella rubrica Diario.

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