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I SETTE ERRORI DI VELTRONI

Con l’indicazione di Sergio Zavoli Walter Veltroni è uscito dall’angolo? Se ne può dubitare. Basta mettere in fila i fatti.

Il nome di Leoluca Orlando è indigeribile, per il Pdl, e in tanto si sarebbe potuto insistere su di esso, in quanto si fosse posseduta la forza di imporlo. Ma non la si aveva. Qualcuno avrà pensato che la maggioranza non potesse decentemente opporsi alla prassi che vuole tale presidente indicato dalla minoranza e questo è stato un primo errore. Il Pdl si è impuntato sul “no” e ne è risultato il blocco del funzionamento della Commissione di Vigilanza. Le riunioni per l’elezione (44) si sono succedute in una serie interminabile e presto il Paese, oltre ad un enorme fastidio, ha avuto l’impressione che il centro-sinistra si ostinasse stupidamente. E questo tanto più dopo che il centro-destra aveva rinunziato alla nomina dell’avv.Pecorella come giudice costituzionale. Se Veltroni fosse stato energico ed avesse avuto le idee chiare, dopo che il Pdl ha minacciato di eleggere autonomamente un Presidente (e ne aveva la forza), avrebbe dovuto dire a Di Pietro: o fornisci una rosa di nomi o il Pd ne indicherà una propria. La soluzione non ti piace? Quella è la porta. Ma non l’ha detto. Secondo errore.

A questo punto, con il sostegno di tre voti del centro-sinistra, si è arrivati all’elezione di Riccardo Villari, senatore del Pd: dunque, un’elezione non solo legittima, ma bi-partitica e secondo la prassi.

Se Veltroni avesse avuto le idee chiare e l’energia sufficiente, avrebbe dovuto saltare in groppa alla tigre fino a far sorgere il sospetto di essere piuttosto l’autore che la vittima, di questo colpo di mano. In politica, meglio apparire gli autori e i beneficiari di un crimine, piuttosto che sembrarne l’oggetto: è un mondo in cui c’è posto solo per i vincenti. Il Pd avrebbe dovuto cominciare col fare le lodi di Villari, parlando del suo equilibrio, della sua schiva modestia (traduzione della parola “insignificanza”), affermando che aveva continuato a votare per Orlando per mantenere la parola data ma non poteva certo lamentarsi per la scelta di uno dei migliori, fra i suoi. Ma Veltroni questo non l’ha fatto. Terzo errore.

Non che appropriarsi questa soluzione, l’ha rigettata con indignazione. Prima ha dato per sicure le dimissioni di Riccardo Villari, che non si sono avute, quarto errore; poi, per bocca di Anna Finocchiaro, ha minacciato la sua espulsione: quinto errore. Infine l’ha pregato di dimettersi, senza ottenerlo e facendosi accusare di eversione da Marco Pannella, per avere tentato di “imporre” la rinuncia ad un parlamentare liberamente e legittimamente eletto. Sesto errore e mossa peggio che maldestra: suicida.

Per fortuna, Riccardo Villari ha sempre affermato di essere pronto a dimettersi, se fosse stata avanzata la candidatura di un personaggio su cui convergesse il consenso di centro-destra e centro-sinistra, e a questo punto, come avrebbe dovuto e potuto fare mesi fa, Veltroni è passato oltre il disappunto di Di Pietro, facendo il nome di Sergio Zavoli. È uscito dal tunnel? Nient’affatto. Ha solo commesso il settimo errore.

Se questa soluzione era possibile, perché non è stata adottata mesi fa? Se un signore cede il posto ad una donna incinta, è un gentiluomo. Se lo stesso signore lo cede perché il marito della donna gli dice che se non si alza immediatamente gli darà un bel pugno sul naso, non è un gentiluomo: è uno che teme i pugni sul naso. In secondo luogo, l’indicazione di Zavoli legittima totalmente il comportamento del centro-destra: dimostra che il blocco dei mesi precedenti è da addebitare interamente al centro-sinistra.

Secondo la definizione di Carlo Cipolla, lo sciocco è colui che fa contemporaneamente il male altrui e quello proprio, mentre il santo fa il bene altrui con proprio svantaggio. Però questo presuppone che il santo voglia farlo, il bene altrui. Diversamente si è in presenza di un doppio sciocco che non solo fa il male proprio, volendo fare il male altrui, ma fa anche il bene altrui.

Gianni Pardo, giannipardo@libero.it

19 novembre 2008

Pubblicato il 19/11/2008 alle 16.51 nella rubrica Diario.

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