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giannipardo1@gmail.com
7 gennaio 2019
RODELN VERBOTEN
Per una volta è necessario parlare di un episodio di cronaca. Come hanno riferito i giornali, e in particolare il Corriere della Sera(1), in Alto Adige una signora ha imboccato, insieme con la figlia, una pista vietata agli slittini, finendo contro un albero a grande velocità. La bambina di otto anni purtroppo è morta e la signora è grave in ospedale. Fin qui la notizia.  La prima reazione, a parte l’ovvio dispiacere, dovrebbe essere che, anche se è triste dirlo in questo momento, la colpa è della signora, dal momento che ha imboccato una pista vietata. 
Ma poi si legge nell’articolo che l’avviso era soltanto in tedesco: “Rodeln verboten”. E si rimane allibiti. Passi per “Verboten”, la guerra ci ha ben insegnato che cosa significa, ma Rodeln? Quanti italiani, inglesi, francesi, spagnoli conoscono la parola “Rodeln”? Io cerco di imparare il tedesco dal 1965 e sono stato perfino in grado di tradurre per i miei amici articoli di politica dal tedesco, ma la parola “Rodeln” non l’avevo mai incontrata. O non ci avevo fatto caso. Dunque anch’io sarei andato a sbattere contro quell’albero.
Come mai gli amici altoatesini non si sono sentiti in dovere di avvertire i turisti in una lingua più nota, per esempio in inglese, anche se “sleigh” è parola nota soltanto a chi a Natale sa cantare in inglese “Jingle bells”. Più semplicemente, non potevano mettere il disegno di uno slittino, sbarrato da una grande X rossa? Anche se pare che l’abbiano messo a discesa iniziata. 
E poi mi viene in mente una domanda: ma, per caso, l’Alto Adige non si trova in Italia? E qual è la lingua nazionale di questo felice Paese allietato dal governo giallo-verde? A me risulta che sia l’italiano. Dunque sarebbe stato obbligatorio scrivere “Slittini vietati” ed eventualmente, volendo,  aggiungere “Rodeln verboten” per gli altoatesini che, pur essendo italiani, non conoscono l’italiano.
Ma l’episodio non invita all’allegria. Questi signori che sicuramente si sentono sudtirolesi e non altoatesini, si sono mai accorti che persino nelle vecchie carrozze di legno della terza classe delle nostre ferrovie si invitavano i viaggiatori a non sporgersi all’esterno in quattro lingue? È pericoloso sporgersi,  “Ne pas se pencher au dehors”, “don’t lean out” (se non ricordo male) e perfino “nicht hinauslehnen” per i signori alto-atesini che non conoscessero l’italiano. Come mai non hanno pensato che al mondo c’è molta gente – anzi, ci sono molti italiani – che non parlano tedesco?
Di solito sono molto infastidito quando, in occasione di un incidente imprevedibile, si vanno subito a cercare i colpevoli, coloro che con una straordinaria capacità di previsione - una capacità che sconfina nella fantasia - avrebbero potuto immaginare e prevenire quella disgrazia. Ma stavolta mi schiero con i forcaioli. Chi scrive “Rodeln verboten” e basta, per avvisare di un pericolo mortale, non soltanto è colpevole di omicidio colposo, se poi la disgrazia si verifica, ma di omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento. Non ci vuol molto ad immaginare che qualcuno non conosca il tedesco e vada a rompersi l’osso del collo. Inoltre, se fossi il giudice incaricato di infliggere la pena, per una volta calcherei la mano, anche perché ho il sospetto che la scritta in italiano sia stata omessa perfino per disprezzo dell’Italia, non per distrazione. Dunque partirei dal massimo della pena, cinque anni, e l’aumenterei di un terzo per l’aggravante, altri venti mesi, passando a sei anni e otto mesi. E vorrei ancora che gli imputati mi ringraziassero. Infatti – a parte l’ulteriore, possibile aggravante di odio razziale - non è cervellotica l’ipotesi di dolo eventuale. In questo caso passeremmo all’omicidio volontario, pena minima ventuno anni. Tempo fa in Italia qualcuno è stato condannato per omicidio volontario con dolo eventuale (per intenderci: “Se qualcuno ci lascia le penne me ne frego”) per avere attraversato un incrocio a tutta velocità, provocando un incidente mortale. 
Mai dire mai. Mai avrei creduto di potere essere così severo.
Gianni Pardo, giannipardo1@gmail.com
7 gennaio 2019
(1)https://www.corriere.it/cronache/19_gennaio_05/renon-incidente-slittino-cartello-tedesco-9a109318-




permalink | inviato da Gianni Pardo il 7/1/2019 alle 8:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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