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POLITICA
30 maggio 2017
GIANNI PARDO HA DEFINITIVAMENTE TRASLOCATO SU PARDONUOVO.MYBLOG.IT



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POLITICA
29 maggio 2017
PARDONUOVO.MYBLOG.IT, e non pardonuovo.myblog.it,
come scritto prima. Il sistema non mi consente di aggiungere il punto nel posto precedente, a causa del malfunzionamento - ormai in atto da tempo - del Cannocchiale. Ma senza quel punto l'indirizzo non funzionerebbe. L'articolo spiega la fretta di Renzi di andare alle urne, per una volta non motivata né dalla sua ambizione, né dalla sua fregola di tornare al governo.



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POLITICA
29 maggio 2017
LA RAZIONALITA' (INTERESSATA) DI RENZI
Su pardonuovo.myblog.it, un articolo con una possibile spiegazione della premura che ha Renzi di andare alle urne la quale, per una volta, potrebbe non dipendere dalla sua fregola di tornare al governo. Potrebbe trattarsi di un saggio calcolo sulle possibili conseguenze delle scadenze che ci attendono per la fine dell'anno.. Infatti...



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POLITICA
28 maggio 2017
LA LEGGE DI STABILITA' PRIMA DELLE ELEZIONI
Su Repubblica, Stefano Folli ipotizza questo fatto, ma - su pardonuovo.myblog.it , si osserva come una simile iniziativa andrebbe non soltanto contro gli interessi del Pd e di Fi, ma anche dell'Italia.



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POLITICA
27 maggio 2017
PIOVE, MA IL GOVERNO È INNOCENTE
Su pardonuovo.myblog.it un articolo sulla progressiva disaffezione riguardo alla democrazia, e sulle cause del fenomeno. 
Un lunghissimo articolo di Stratfor, 0526, a firma di Jay Ogilvy ed altri,  sostiene che la democrazia, in progresso – come diffusione e plauso – fino al 1950, da qualche tempo sembra essere in ritirata. Alcuni Paesi che prima erano democratici non lo sono più, ed esistono molte tracce di insoddisfazione. La cosa è in particolare dimostrata dal sorgere di tanti partiti populisti, “antisistema”. Riguardo al perché del fenomeno, Larry Diamond, fondatore del Journal of Democracy, ha scritto: “Perché la libertà e la democrazia sono state in regresso in molti Paesi? La risposta più importante e pervasiva è, in breve: cattiva governance”. Governance, in inglese, è un sinonimo di governo ma (a mio parere) con l’accento sul genere di politica attuata da quell’organo.
L’articolo, volendo spiegare il fenomeno, parla minutamente di globalizzazione, migranti, populismo e disuguaglianze, ma forse è lecito considerare più significativa la sintesi di Diamond. Infatti, se le cause sono molteplici, come mai la gente, invece di prendersela con queste cause, se la prende col governo e in definitiva con la democrazia? Il fenomeno nuovo è l’idea che il governo sia onnipotente, tanto da avere avuto il merito della passata “ricchezza”, ed il demerito dell’attuale indigenza. Ed è di questo errore che si deve prendere coscienza. 
Anche quando il governo ha mal governato, anche oggi – se si reputa che governi male – non bisogna dimenticare che ciò ha fatto e fa in linea con i desideri degli elettori. In democrazia i cittadini non possono pretendere che il governo faccia il loro bene contro il loro parere. Si dirà che è ciò che un padre assennato fa per i propri figli, ma un padre non è tale perché eletto, e non può decadere dalla sua carica. Il governo non è nostro padre. Dunque non rimane che esaminare lo sviluppo storico dei fatti che hanno condotto alla situazione attuale.
Come conseguenza dell’accelerazione del progresso tecnologico, a partire dalla metà del XX Secolo la vita quotidiana di centinaia di milioni di persone è cambiata. Prima della guerra pochi ancora avevano il telefono e nessuno o quasi aveva l’automobile; dopo, tutti hanno avuto non soltanto l’automobile e il telefono, ma anche il frigorifero, la lavatrice, e infine l’aria condizionata e perfino la lavastoviglie. Naturalmente, per ottenere tutti questi beni, è stato necessario lavorare duramente, ma gli adulti che già avevano vissuto prima della guerra, erano abituati a lavorare molto e ad ottenere poco. Purtroppo, col tempo, da un lato gli incrementi di prosperità sono stati sempre minori, dall’altro i cittadini hanno voluto lavorare sempre meno e avere vantaggi sempre maggiori. Ed è già questa una prima causa di insoddisfazione.
In tutto ciò si è inserita l’azione dei governi democratici. Essi sono stati felici sia di intestarsi il merito dei successi (che invece toccava alla tecnologia) sia di approfittare della nuova ricchezza per spendere sempre di più, assumersi sempre più compiti, e dirigere in ogni aspetto la vita dei cittadini. Fino a convincerli che la loro realtà dipendeva – e dipende – più dall’azione dei governi che dalla loro propria. Fino a sognare, con i populisti, che si possa avere il diritto di non lavorare e vivere a spese dello Stato per aver fatto lo sforzo di nascere nel posto giusto: si chiama reddito di cittadinanza.
Naturalmente una simile assurda convinzione non poteva che scontrarsi con la realtà. Al naturale rallentamento dell’economia, alla gravità dei problemi e delle restrizioni poste dall’enorme debito pubblico creato dagli Stati negli anni della follia ottimistica, si è aggiunto il sentimento che, come prima era stato merito dei governi la prosperità, ora fosse colpa loro se si rimaneva senza lavoro, se lo Stato dava sempre meno, se insomma la democrazia non somigliava più al Paese di Bengodi degli Anni Sessanta e Settanta. 
Questa perniciosa illusione ha radici così profonde, nella società, da essere divenuta un luogo comune, anzi, una tale indiscutibile ovvietà, che neanche le smentite più evidenti riescono a scalfirla. All’incirca da dieci anni, l’intera Europa Occidentale è in preda ad una grave crisi, e non riesce ad uscirne. A questo punto una persona di buon senso si chiederebbe se non ci sia qualcosa di sbagliato nel nostro modello economico-sociale; e invece la grande massa dei cittadini - e indistintamente tutti i mezzi di informazione - reputano che tocchi ai governi risolvere  il problema, e – vedrete! – un giorno o l’altro ci riusciranno. Poi, visto che non ci riescono, dànno il torto del malessere ai politici – tutti inetti – e alla democrazia,  incapace di mantenere le promesse.
Il difetto della nostra società democratica nasce da quella visione di una “vita facile” che si è affermata negli anni della prosperità e del progresso economico. Se l’auto va molto bene, lo sciocco pensa che sia inutile curare la manutenzione dei freni e cambiare l’olio alla scadenza, e magari che sia possibile sovraccaricare la vettura di pesi e agganciarle un rimorchio. Soltanto quando l’automobile si ferma e non ne vuole più sapere d’andare avanti, ci si pone il problema: che cosa diamine le è successo? Che errore ha commesso l’autista? Mentre è innocente. O - più esattamente - è colpevole di avere corroborato l’idea che sarebbe andata sempre bene anche senza occuparsi del veicolo. 
La realtà è vendicativa.
Gianni Pardo, pardonuovo.myblog.it




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POLITICA
25 maggio 2017
GUERRA IN COREA
SU pardonuovo.myblog.it, un lungo articolo sulla guerra contro la Corea del Nord, che un eminente politologo e competente di geopolitica americano reputa imminente. Vengono esaminate le fasi e descritti i possibili  sviluppi di questa guerra.
Notizie sulla sorte del "Cannocchiale"?



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POLITICA
24 maggio 2017
L'ESATTORE E L'EVASORE
Su pardonuovo.myblog.it un articolo su questo argomento. L'evasore ha i suoi torti, ma come dimenticare quelli dello Stato?



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POLITICA
21 maggio 2017
L'ITALIA SALVATA DAI COMPETENTI
Su pardonuovo.myblog.it un articolo sarcastico sulle tesi sostenute in un editoriale della "Stampa" su come l'Europa potrebbe salvare l'Iialia. In attesa che il Cannocchiale riprenda a funzionare.



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POLITICA
20 maggio 2017
LA CARTAMONETA È UNA TRUFFA
Su pardonuovo.myblog.it perché, con la cartamoneta a corso forzoso il risparmiatore finisce in ogni caso depredato. L'unica soluzione è il gold standard o una pressoché impossibile stabilià monetaria della cartamoneta. Resa ormai impossibile dal debito sovrano di tanti Paesi.



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POLITICA
19 maggio 2017
L'AGGETTIVO "RELIGIOSO"
Su pardonuovo.myblog.it un articolo sulle connotazioni delle parole, e in particolare su quella dell'aggettivo "religioso", che per me non è positiva.



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POLITICA
18 maggio 2017
UN DILETTANTE ALLA CASA BIANCA
Su pardonuovo.myblog.it, visto che il Cannocchiale continua a non funzionare, un articolo su Donald Trump. Si discutono i vantaggi e gli svantaggi di non essere un professionista della politica.



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POLITICA
13 maggio 2017
SCHETTINO E I POLITICI
Su pardonuovo.myblog.it un articolo che distingue tra tecnici e politici, e rende questi ultimi incolpevoli, dato il modo di elezione, della maggior parte delle loro malefatte.



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POLITICA
12 maggio 2017
LA SOLVIBILITA' DELL'ITALIA
Su pardonuovo.myblog.it, un articolo che esamina la possibilità che l'Italia sia in grado di saldare il suo debito pubblico con i beni degli italiani, teoria che molti sostengono, e che sembra di difficile applicazione.



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POLITICA
11 maggio 2017
IT'S A MAD, MAD, MAD, MAD WORLD
Su pardonuovo.myblog.it, un articolo sul problema degli stati muniti di armi nucleari. Nessuna previsione ottimistica, purtroppo.



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POLITICA
10 maggio 2017
iO, MORIRE? FACCIO LE CORNA
Su pardonuovo.myblog.it, un articolo che sorride delle affermazioni di intangibilità dell'euro, solennemente proclamate da Draghi. 



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POLITICA
9 maggio 2017
IL REFERENDUM, PANIEBIANCO E LA GOVERNABILITA'
L'articolo è leggibile su pardonuovo.myblog.it. Quand'+ che il Cannocchiale sarà seriamente chiuso o seriamente riparato?



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POLITICA
4 maggio 2017
IN ITALIA NON CI SONO PARTITI POLITICI
L'articolo - stante il guasto del Cannocchiale - è leggibile su pardonuovo.myblog.it.
L'articolo si occupa della crisi delle ideologie e dell'impotenza politica attuale del nostro Paese.



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POLITICA
2 maggio 2017
RENZI E L'UTILITA' DELLE VITTORIE
Considerazioni sull'utilità della vittoria di Renzi e sulle sue prospettive, in vista dell'autunno. L'articolo è leggibile su pardonuovo.myblog.it, e non sul Cannocchiale, sul quale non riesco ad aprire né i miei né gli altrui articoli. Se qualcuno mi spiega che cosa sta succedendo, gliene sarò grato. Giannipardo@libero.it



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POLITICA
1 maggio 2017
PERCHÉ LA POLONIA NO?
Leggere questo articolo su pardonuovo.myblog.it, se dal Cannocchiale non si apre. Se si apre, per favore comunicarlo a giannipardo@libero.it

Come tutti sanno, leggendo i giornali, la lista dei Paesi colpiti dal terrorismo è molto lunga. Ne sono state vittime le nazioni più diverse: l’Arabia Saudita, gli Stati Uniti, la Tunisia, l’Inghilterra, il Belgio, la Spagna, la Russia, La Turchia, la Francia. Non si finirebbe mai. 
Una costante di questi attentati è la religione dei terroristi: musulmani in lotta, dal loro punto di vista, contro l’occidente cristiano. 
Naturalmente in sé l’Islàm è una religione di pace. Salàm, il loro saluto, significa appunto “Pace”. Poi magari, leggendo il Corano, qualche dubbio viene, ma è perfettamente vero che la stragrande maggioranza dei musulmani è normale e inoffensiva. Si è anche detto che questi attentatori – a partire dal fatto che spessissimo mettono in conto la loro stessa morte – probabilmente non sono del tutto sani di mente. Rimane comunque vero che se “non tutti i musulmani sono terroristi, tutti i terroristi sono musulmani”.
La sensazione è che il terrorismo sia motivo d’angoscia per tutto il pianeta, e e tuttavia, a volerci far caso, si nota che sono assenti dalla lunga lista dei Paesi insanguinati da quel flagello molte nazioni come la Polonia, la Repubblica Ceca, gli Stati Baltici e, in generale, l’America Latina. Come mai?
Dire che un fatto sia causa di un altro non è cosa semplice. Già Galileo avvertiva che, per stabilire un legame di causa ed effetto fra due fenomeni, bisogna escludere l’influenza di altre cause. Il primo grandissimo flop di un’indagine demoscopia si ebbe negli Stati Uniti, quando la principale agenzia del Paese dette per sicura l’elezione di un candidato alla Presidenza degli Stati Uniti, e poi fu eletto il suo avversario. L’agenzia aveva fornito onestamente i dati ricavati dalla sua indagine, ma aveva commesso l’errore di averla condotta via telefono, e non tutti l’avevano, allora. Sicché, senza saperlo, aveva intervistato le classi privilegiate, e queste effettivamente votarono per il candidato indicato. Ma erano in minoranza rispetto ai meno abbienti, che non erano stati consultati (perché non avevano il telefono) e che votarono per l’altro candidato. 



Ancora recentemente, nel caso dell’elezione di Donald J.Trump, le indagini demoscopiche si sono sbagliate probabilmente perché, avendo l’establishment disprezzato e stramaledetto in tutti i modi possibili questo candidato, chi era intenzionato a votarlo non ha osato confessarlo. E il voto segreto poi ha sbugiardato il mondo intero..
Riguardo alla ragione per la quale alcuni Paesi sembrano essere stati rispettati dai terroristi, non si può avere nessuna certezza. Ma è lecito formulare un’ipotesi. Qual è l’elemento comune fra tutti gli Stati che hanno subito episodi di terrorismo? Che siano Paesi islamici che contengono molti islamici immigrati, oppure che siano essi stessi Paesi islamici (perfino la “santa” Arabia Saudita).. Infatti ne rimangono esenti alcuni Paesi, come la Polonia, che non hanno avuto l’occasione di avere immigranti islamici, e attualmente rifiutano di averli, perfino violando le disposizioni dell’Unione Europea in materia di quote di immigrazione. Sarà un caso, ma i fatti sono innegabili.
L’influenza negativa, sulla stabilità e la pace sociale, di una notevole percentuali di “allogeni” per religione, colore della pelle, o altre caratteristiche fondamentali, è nota. A partire da un certo livello (qualcuno diceva l’8%) sia che la minoranza appartenga alla fascia più bassa della società, sia che appartenga alla più alta, è fatale che sorgano problemi e contrasti,. Negli Stati Uniti i neri sono presenti da prima della maggior parte degli immigrati bianchi, ma il contrasto loro e i bianchi non si è mai esaurito. Nemmeno quando, per concedergli gli stessi diritti, è stato pagato il prezzo di una guerra civile; nemmeno quando sono state stabilite in loro favore norme e “quote percentuali” per favorirli; nemmeno quando il loro voto è divenuto importante per chi vuol divenire Presidente degli Stati Uniti. Con lo schiavismo  (e con esso Immettendo nella società un notevole gruppo di diversi) gli Stati Uniti non hanno soltanto commesso una cattiva azione: hanno fatto un pessimo affare. Purtroppo, quella lezione non è servita. 
Gianni Pardo, pardonuovo.myblog.it
1° maggio 2017




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POLITICA
1 maggio 2017
IDEE CHIARE SUL PM ZUCCARO
Questo articolo, chiaro e ragionato, è leggibile su pardonuovo.myblog.it Ma qualcuno sa che il Cannocchiale così ha chiuso, senza nemmeno avvertire? Certo è che i suoi articoli non sono leggibili.    



permalink | inviato da giannipardo il 1/5/2017 alle 7:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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