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ECONOMIA
15 giugno 2011
ENERGIA: PERDERE SUL ROSSO E SUL NERO
Gli alchimisti cercavano il modo di trasformare un metallo vile in oro. Sogno impossibile? Nient’affatto. Se quei proto-scienziati fossero vissuti alcuni secoli avrebbero avuto la soddisfazione tecnica di vedere che l’alchimia, perduto l’articolo arabo, era stata capace di realizzare il loro progetto. Purtroppo avrebbero anche avuto la delusione di constatare che l’oro così prodotto costa più di quello che si compra in gioielleria.
Per quanto riguarda l’energia, il problema è fondamentalmente economico. È vero, si può produrre elettricità con le maree, col vento, col sole, con le biomasse e chissà con che altro ancora, ma se in fin dei conti l’energia così prodotta costa più di quella che si può produrre bruciando carbon fossile o gas, è inutile stare a parlarne. È come l’oro di sintesi. L’economia prevale sempre e, se non prevale, impoverisce tutti.
Molti credono che si tratti di un problema “culturale” nel senso che bisognerebbe insegnare alla gente l’idea che l’energia va risparmiata e, se possibile, addirittura prodotta. “Installate dei pannelli fotovoltaici sui vostri tetti e sarete voi a vendere elettricità all’Enel piuttosto che comprarla”. Bellissimo messaggio. Come mai non abbiamo tutti pannelli fotovoltaici sui tetti? La risposta è semplice: visti i costi e i ricavi, quel messaggio è economicamente falso. O, bene che vada, richiede un investimento che non tutti si possono permettere.
Da duemila anni il messaggio evangelico è “ama il prossimo tuo come te stesso”, ma di fatto gli uomini come se stessi continuano ad amare solo se stessi. Sempre da duemila anni la Chiesa predica che il sesso è permesso solo nell’ambito del matrimonio e solo per procreare, ma la gente continua a godere del sesso per il sesso, anche fuori dal matrimonio. Morale: se una cosa non ti piace, il fatto che te la predichino non ti indurrà a farla, e se una cosa ti piace, anche se te la vietano, se puoi te la godi. Trasponendo gli esempi in economia, se i pannelli fotovoltaici facessero risparmiare sulla bolletta della luce, li compreremmo anche di contrabbando, se invece costano carissimi, non se ne parla: meglio pagare la bolletta e poi si vedrà.
Ulteriore riprova, lo Stato concede dei contributi, a chi installa quei pannelli. E qui la domanda è semplice: avrebbe necessità di farlo, se quella tecnica fosse effettivamente appetibile? Senza dire che, concedendo quei contributi esso usa il denaro versato da gente che quei pannelli non li voleva e non li vuole.
In campo energetico bisogna partire non dall’ideologia ma dal dato finale, il costo del kWh. Inutile chiedersi quale sarebbe la migliore forma di produzione dell’energia: di fatto, per il costo del kWh il carbone e il gas sono imbattibili. Al passaggio, tanto di cappello all’energia idroelettrica: è redditizia e non inquina ma non può essere incrementata indefinitamente e in Italia abbiamo già raggiunto il limite.
Già, c’è anche l’energia nucleare: ma gli italiani sono disposti a fare una guerra pur di impedirla. Dunque inutile parlarne. Che sia non inquinante, economicamente concorrenziale e straordinariamente sicura non importa: in Italia la sappiamo più lunga di tutti gli altri.
Alla resa dei conti, siamo fermi alla situazione attuale: importazione di combustibili fossili. La soluzione delle energie alternative è, come l’oro sognato dagli alchimisti, scientificamente possibile ma economicamente sbagliata. Benché gli ecologisti, i verdi e sognatori vari si prodighino nel truccare le cifre, questa è la nuda verità. Non solo la provano gli scienziati che non appartengono a quella chiesa, ma la prova nel modo più innegabile questo fatto: se le energie alternative fossero concorrenziali, avrebbero già vinto. Se invece, come la castità, bisogna predicarle, è segno che non sono economicamente appetibili. I mulini a vento girano con un vento che non sempre c’è. Per non parlare del Sole, che ha la brutta abitudine di assentarsi per più di dodici ore al giorno, in inverno. E la stessa Usine Marémotrice de la Rance, che in Francia sfrutta la maree, pur contando su un fenomeno prevedibile e costante, è rimasta l’unica.
Il no al nucleare significa soltanto che avremo bollette care, inquinamento atmosferico ed energia nucleare importata dalla Francia. Ma non morremo di radiazioni italiane. Già, perché una disgrazia in Francia, con i prevalenti venti da Ovest non mancherebbe di provocare disastri nella Pianura Padana e oltre. Ma non sarebbero radiazioni italiane: che cosa si vuole di più?
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it, pardonuovo.myblog.it
15 giugno 2011


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permalink | inviato da giannipardo il 15/6/2011 alle 18:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
POLITICA
21 febbraio 2010
LE ENERGIE ALTERNATIVE NON SONO ALTERNATIVE
Ci sono “ragionamenti imbattibili” che consentono di risolvere un problema senza approfondirlo. Se qualcuno sostiene di poter prevedere il futuro, gli si chieda di prevedere i sei numeri dell’Enalotto.  E se non lo fa, nemmeno quando la ricompensa è una barca di milioni di euro, è segno che non lo può fare. Anzi, che nessuno lo può fare. Il resto sono chiacchiere, in particolare quelle di chi pretende di dirvi se vi sposerete una o due volte, se vivrete a lungo o avrete un accidente prima dei cinquanta - cose complicatissime e   impossibili da prevedere – e poi non indovina sei miseri numeri. Coloro che parlano di prevedere il futuro o sono degli illusi o sono degli imbroglioni. Ed è meglio scommettere sulla seconda opzione.
Qualcosa di analogo, come ragionamento, si può fare per le energie alternative. Ogni volta che si discute di questo problema, i più competenti, da ambo le parti, tirano fuori sfilze di numeri e di percentuali da dare le vertigini.   E tuttavia – sempre in base al “ragionamento imbattibile” – la discussione è una perdita di tempo. Infatti, se una scoperta è valida, si afferma senza che sia necessario strapazzarsi. Chi ha propagandato la penicillina? Nessuno. Non è stato necessario. All’inizio la gente si è precipitata ad accaparrarsela, fino a creare il mercato nero: chi ha dimenticato il film “Il Terzo Uomo”?
Una scoperta valida finisce con l’affermarsi anche quando va contro la morale, malgrado i grandissimi ostacoli opposti dalla Chiesa, dai benpensanti e, perché no? dalle industrie interessate a vendere il vecchio prodotto. È avvenuto con il telescopio, con la ginecologia e con cento altre scoperte. Per giunta, nel caso delle energie alternative non c’è nessun problema morale: ché anzi l’atteggiamento corrente fa ritenere proprio più lodevoli e desiderabili queste energie rispetto a quelle tradizionali.
Ecco la sintesi: se le energie alternative fossero alternative – se cioè presentassero costi e ricavi almeno comparabili alle fonti tradizionali – avrebbero già prevalso. Visto che non hanno prevalso, non sono alternative.
Se un sistema di produzione fosse in grado di creare elettricità a costi inferiori a quelli attuali, nessun paese terrebbe in funzione le centrali a carbone, e soprattutto quelle a gasolio e a metano: beni, questi, che bisogna importare, con danno sia dell’erario che dell’indipendenza nazionale. Non solo: dal momento che è stata liberalizzata la produzione dell’elettricità – prova ne sia che si può installare un sistema fotovoltaico sulla terrazza di casa propria, se pure col contributo dello Stato, rivendendo poi all’Enel l’eccesso di elettricità prodotta – che cosa vieterebbe ad un’ impresa di produrre energia elettrica a costi inferiori, vendendola sul mercato? Se questo non avviene è segno che la produzione di elettricità con energie alternative non è concorrenziale. Il kilowatt costa di più se prodotto col vento o col sole di quanto costi se prodotto col metano, col carbone e soprattutto col nucleare. Su questo non ci piove.
Gli ecologisti ed altri fanatici religiosi a questo punto dicono: “È colpa degli Stati, che non vogliono investire nella ricerca! È colpa degli Stati, che non danno adeguati contributi a chi vuole creare impianti ad energia eolica o solare!” E con ciò stesso confessano che le loro energie non sono alternative. Infatti è come se prima dicessero che un paralitico può camminare e poi chiedessero allo Stato di spingere la sedia a rotelle.
Oggi le energie alternative hanno due insuperabili difetti: una produzione discontinua e un kilowatt più costoso di quello prodotto con i metodi tradizionali. Quando gli scienziati “verdi” renderanno veramente competitivi i sistemi che oggi propagandano, da un lato avranno ragione, e ne saremo tutti lieti, dall’altro vinceranno la battaglia in concreto. Fino ad allora, malgrado le loro lauree, sono sognatori incapaci di far di conto.
L’uomo medio preferisce pagare di meno il kilowatt prodotto da un impianto “cattivo” che pagare di più il kilowatt prodotto da un impianto “buono”. Sarà immorale, ma per tutti, come il denaro che Vespasiano ricavava dalla tassa sugli orinatoi, il kilowat non olet.
Gianni Pardo
giannipardo@libero.it
21 febbraio 2010
POLITICA
21 febbraio 2010
LE ENERGIE ALTERNATIVE NON SONO ALTERNATIVE
Ci sono “ragionamenti imbattibili” che consentono di risolvere un problema senza approfondirlo. Se qualcuno sostiene di poter prevedere il futuro, gli si chieda di prevedere i sei numeri dell’Enalotto.  E se non lo fa, nemmeno quando la ricompensa è una barca di milioni di euro, è segno che non lo può fare. Anzi, che nessuno lo può fare. Il resto sono chiacchiere, in particolare quelle di chi pretende di dirvi se vi sposerete una o due volte, se vivrete a lungo o avrete un accidente prima dei cinquanta - cose complicatissime e   impossibili da prevedere – e poi non indovina sei miseri numeri. Coloro che parlano di prevedere il futuro o sono degli illusi o sono degli imbroglioni. Ed è meglio scommettere sulla seconda opzione.
Qualcosa di analogo, come ragionamento, si può fare per le energie alternative. Ogni volta che si discute di questo problema, i più competenti, da ambo le parti, tirano fuori sfilze di numeri e di percentuali da dare le vertigini.   E tuttavia – sempre in base al “ragionamento imbattibile” – la discussione è una perdita di tempo. Infatti, se una scoperta è valida, si afferma senza che sia necessario strapazzarsi. Chi ha propagandato la penicillina? Nessuno. Non è stato necessario. All’inizio la gente si è precipitata ad accaparrarsela, fino a creare il mercato nero: chi ha dimenticato il film “Il Terzo Uomo”?
Una scoperta valida finisce con l’affermarsi anche quando va contro la morale, malgrado i grandissimi ostacoli opposti dalla Chiesa, dai benpensanti e, perché no? dalle industrie interessate a vendere il vecchio prodotto. È avvenuto con il telescopio, con la ginecologia e con cento altre scoperte. Per giunta, nel caso delle energie alternative non c’è nessun problema morale: ché anzi l’atteggiamento corrente fa ritenere proprio più lodevoli e desiderabili queste energie rispetto a quelle tradizionali.
Ecco la sintesi: se le energie alternative fossero alternative – se cioè presentassero costi e ricavi almeno comparabili alle fonti tradizionali – avrebbero già prevalso. Visto che non hanno prevalso, non sono alternative.
Se un sistema di produzione fosse in grado di creare elettricità a costi inferiori a quelli attuali, nessun paese terrebbe in funzione le centrali a carbone, e soprattutto quelle a gasolio e a metano: beni, questi, che bisogna importare, con danno sia dell’erario che dell’indipendenza nazionale. Non solo: dal momento che è stata liberalizzata la produzione dell’elettricità – prova ne sia che si può installare un sistema fotovoltaico sulla terrazza di casa propria, se pure col contributo dello Stato, rivendendo poi all’Enel l’eccesso di elettricità prodotta – che cosa vieterebbe ad un’ impresa di produrre energia elettrica a costi inferiori, vendendola sul mercato? Se questo non avviene è segno che la produzione di elettricità con energie alternative non è concorrenziale. Il kilowatt costa di più se prodotto col vento o col sole di quanto costi se prodotto col metano, col carbone e soprattutto col nucleare. Su questo non ci piove.
Gli ecologisti ed altri fanatici religiosi a questo punto dicono: “È colpa degli Stati, che non vogliono investire nella ricerca! È colpa degli Stati, che non danno adeguati contributi a chi vuole creare impianti ad energia eolica o solare!” E con ciò stesso confessano che le loro energie non sono alternative. Infatti è come se prima dicessero che un paralitico può camminare e poi chiedessero allo Stato di spingere la sedia a rotelle.
Oggi le energie alternative hanno due insuperabili difetti: una produzione discontinua e un kilowatt più costoso di quello prodotto con i metodi tradizionali. Quando gli scienziati “verdi” renderanno veramente competitivi i sistemi che oggi propagandano, da un lato avranno ragione, e ne saremo tutti lieti, dall’altro vinceranno la battaglia in concreto. Fino ad allora, malgrado le loro lauree, sono sognatori incapaci di far di conto.
L’uomo medio preferisce pagare di meno il kilowatt prodotto da un impianto “cattivo” che pagare di più il kilowatt prodotto da un impianto “buono”. Sarà immorale, ma per tutti, come il denaro che Vespasiano ricavava dalla tassa sugli orinatoi, il kilowat non olet.
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