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politica estera
6 dicembre 2011
PARIGI E BERLINO SI ACCORDANO SULLA GESTIONE DELLE CRISI

Nicolas Sarkozy e Angela Merkel hanno presentato le grandi linee del nuovo trattato voluto dalla coppia franco-tedesca.

“Fare delle proposte allo scopo di garantire il futuro dell’Europa” nell’ottica del summit europeo dell’8 e 9 dicembre. Ecco il menu della colazione fra Nicola Sarkozy e Angela Merkel questo lunedì. Parigi e Berlino si sono accordati su parecchi punti. Nicola Sarkozy e Angela Merkel hanno ribadito, in una conferenza stampa comune, alla fine del loro incontro, la loro ferma intenzione di ottenere modificazioni sostanziali dei trattati.

“La nostra preferenza va ad un nuovo trattato in ventisette, ma siamo del tutto pronti a farlo in diciassette e con gli altri Stati membri che desiderino di associarsi all’iniziativa”, ha indicato Nicola Sarkozy. In caso di difficoltà, se qualcuno non vuole o non può seguirci, siamo pronti a seguire la via di un trattato in diciassette”, ha insistito Angela Merkel. “L’accordo franco-tedesco è il più completo possibile”, si è compiaciuto il presidente francese. Una lettera particolareggiata sarà consegnata mercoledì al presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy.

Nicolas Sarkozy ha precisato i “capisaldi” che la coppia franco-tedesca immagina per il futuro trattato che desidera vidimare entro marzo:

v                  Niente eurobond. Nicolas Sarkozy s’è allineato sulla posizione di Berlino, reputando che le eurobbligazioni (emissioni di debito pubblico in nome degli Stati europei) “non hanno affatto senso” e “non sono in nessun modo una soluzione della crisi”.

v                  Sanzioni automatiche in caso d’infrazione della regola del 3% di deficit massimo da parte degli Stati membri. “Solo una maggioranza qualificata potrebbe opporsi a questa sanzione”, ciò che è l’inverso di ciò che avviene oggi, ha precisato Nicolas Sarkozy.

v                  Una regola d’oro rinforzata e armonizzata affinché tutti i bilanci degli Stati membri possano essere vidimati o resi invalidi dai giudici costituzionali nazionali. “La Corte europea di giustizia avrebbe il compito di verificare che le regole d’oro nazionali costituiscano un reale impegno dello Stato”, ha precisato Angela Merkel. Ma “la Corte di giustizia europea non potrà invalidare un bilancio nazionale”, ha aggiunto da parte sua Nicolas Sarkozy. Questo accordo “è perfettamente conforme al rispetto della sovranità”, ha affermato il presidente francese.

v                  Il settore privato non potrà più subire delle perdite come nel caso della Grecia per alleviare il peso del debito del Paese. Questo “non avverrà più”, ha indicato Nicolas Sarkozy, e il nuovo trattato sarà conforme alla giurisprudenza del Fondo Monetario Internazionale che esclude la partecipazione del privato. “La regola è che si rimborsano i propri debiti”, ha insistito il presidente francese.

v                  Le decisioni che riguardano il Fondo di aiuto permanente saranno prese con la maggioranza qualificata (cioè circa l’85% dei voti) e non più all’unanimità. “Non vogliamo che alcuni possano bloccare la marcia del treno”, ha dichiarato Angela Merkel. D’altra parte, questo fondo dovrebbe essere funzionante sin dal 2012 e non dal 2013 come si era convenuto prima.

v                  I summit europei dei capi di Stato e di governo si terranno una volta al mese, “finché durerà la crisi”, ha indicato Nicolas Sarkozy. Prima della crisi, si tenevano quattro volte l’anno al massimo.

Nicolas Sarkozy ha aggiunto che egli rispetta l’indipendenza della Banca Centrale Europea. Durante queste ultime settimane si sono sentite molte voci che chiedevano che l’istituzione monetaria comprasse una maggiore quantità di titoli di debito degli Stati sui mercati allo scopo di contenere la crescita dei tassi d’interesse subita per esempio dall’Italia o dalla Spagna.

Le Figaro, 5 dicembre 2011

Trad.dal francese di Gianni Pardo

http://www.lefigaro.fr/conjoncture/2011/12/05/04016-20111205ARTFIG00505-paris-et-berlin-s-accordent-sur-la-gestion-des-crises.php


Per chi volesse il punto di vista tedesco, dalla Bild Zeitung:

IL TRT

IL TRATTATO  DEI DEBITI ZERO DOVREBBE SALVARE L’EURO

L’agenzia di valutazione Standard & Poor’s spara contro la Germania, la Francia e l’intera Europa.

Minaccia Berlino con la perdita della valutazione massima della tripla A e la Francia perfino con la perdita di due gradini. La fiducia nella politica della crisi è bassa. Il vertice europeo di giovedì e venerdì dovrebbe rimetterla in piedi, da lì dovrebbero arrivare i segnali ai mercati: abbiamo un piano per la crisi, ce la facciamo!

Lunedì si sono già incontrati a Parigi Angela Merkel e il Presidente della Francia Nicolas Sarkozy, ed hanno indirettamente minacciato gli Stati al di fuori della zona euro con un nuovo sganciamento, se non sono pronti ad un rapido cambiamento dei trattati europei.

Personalmente, nel corso di un summit europeo alla fine della settimana, la Merkel desidera un accordo unanime di tutti e ventisette gli stati dell’UE. “Ma siamo assolutamente risoluti ad un cambiamento del trattato”. Se necessario anche soltanto fra i 17 Stati della zona euro.

Lo scopo è lo stabilimento di un drastico impegno ad una politica di zero debiti degli Stati dell’Ue.

E ne sono parte:

v   Una “Frenata sui debiti” nelle Costituzioni nazionali (la Germania ce l’ha già), il cui mantenimento sarà sorvegliato della Corte di Giustizia europea.

v   Il rifiuto di “Eurobonds” (responsabilità comune per i debiti).

v   Sanzioni automatiche per i colpevoli di debiti, che non dovrebbero più essere più o meno annullate politicamente.

v   Una Banca Centrale Europea “strettamente indipendente” (Sarkozy).

v   Incontri mensili dei capi di Stato e di Governo per il controllo e per un maggiore sviluppo dell’economia.

v   Il futuro ombrello di protezione dell’ESM dovrebbe entrare in vigore nel 2012 invece del 2013.

Il nuovo trattato europeo dovrebbe essere pronto nel marzo 2012 e dovrebbe ristabilire la fiducia nell’euro.

Il Primo Ministro italiano Monti ieri ha difeso la sua manovra di risparmio, con la quale il Paese dovrebbe uscire dalla sua palude di debiti. “Senza questo ‘pacchetto’ di risparmi e riforme l’Italia crolla e finisce in una situazione come quella della Grecia. Sappiamo tutti che ci verrebbero imposti sacrifici ancor più dolorosi, se non applicassimo ora queste misure”. (nik.

Trad.dal tedesco di Gianni Pardo

http://www.bild.de/politik/inland/euro-krise/null-schulden-vertrag-euro-rettung-21396602.bild.html


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permalink | inviato da giannipardo il 6/12/2011 alle 7:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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