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POLITICA
6 aprile 2021
AGAINST MUM AND THE APPLEPIE
Dicono gli americani che, se si vuol essere sicuri di riscuotere l’universale consenso, bisogna dichiararsi “for mum and the applepie”,  per la mamma e la torta di mele. Per conseguenza, qualcuno che si dichiarasse contro la mamma e contro la torta di mele, potrebbe star sicuro di dover affrontare un brutto quarto d’ora. Ed è proprio ciò che sto per procurarmi.
Premetto che questa situazione determinata dal Covid mi angustia moltissimo. Non per me, che ad essere costretto in casa e a non vedere nessuno me la godo, ma per tutti coloro che hanno perso una persona cara e soprattutto hanno perso il lavoro. Passare da un giorno all’altro da rispettato e prospero lavoratore a morto di fame senza prospettive, è qualcosa che potrebbe indurre al pianto al solo sentirne parlare. Al punto che mi vergogno un po’ della mia pensioncina, e altrettanto vorrei facessero tutti coloro che, senza nessuno speciale merito, hanno traversato e traversano questa pandemia senza che il loro reddito sia diminuito di un euro. Ma – ecco vengo al punto – una delle cose peggiori di questo momento storico è che, a mio parere, la crisi è senza soluzione.
Allineo alcuni fatti incontestabili. Lo Stato non ha – e non avrà mai – fondi sufficienti per compensare le perdite economiche. Se anche ci prova, può farlo soltanto per un tempo piuttosto breve. Per giunta, nel caso dell’Italia, lo fa con denaro preso a prestito, e cioè aggravando la condizione delle future generazioni, se rimborseremo i prestiti. O le finanze dei creditori, e la situazione di tutti gli italiani, se un giorno dichiareremo fallimento. 
Ma c’è di peggio. Pare impossibile ma è così, c’è di peggio. Non solo lo Stato non può risarcire tutti coloro che hanno sofferto del Covid, ma è costretto a chiedere loro dei soldi, perché se la vita continua devono continuare anche tutte le cose che vivono a spese dell’erario. E lo Stato i suoi soldi li trae dalle tasse. È vero che in questi casi – la cosa avviene proprio in questo momento, sotto i nostri occhi, lo Stato rinvia il pagamento delle cartelle, la spedizione degli avvisi di accertamento e le riscossioni coattive. Ma neanche questo può durare. E come faranno, fra qualche mese, i lavoratori cui viene sospesa la cassa integrazione, per esaurimento dei fondi? quelli che saranno licenziati, perché neanche il blocco dei licenziamenti può durare indefinitamente? quelli che riceveranno cartella del rfisco da pagare, perché lo Stato non può chiudere bottega? Del resto, quelli stessi che si lamenteranno per queste cartelle non vorrebbero certo che si sospendesse l’attività della polizia, degli ospedali o della nettezza urbana. 
In altre parole, in questa contingenza lo Stato, invece di risolvere i problemi, li ha tutti accumulati e rinviati. Ma con questo non ha risposto alla domanda: “Dal momento che non si possono rinviare indefinitamente, come si farà quando verranno a scadenza, per giunta aggravati dall’essersi appunto accumulati?”
Un pr4oblema, come si dice dalle mie parti, “da sbattere la testa contro il muro”. E qui dico la mia, andando contro mum and applepie.
Lo Stato non avrebbe dovuto fare nulla di tutto ciò che ha fatto. Sin da principio avrebbe dovuto dire: “Signori, è una pandemia e lo Stato non può farci nulla. Tutto quello che possiamo fare è: 1) Tutti gli stipendi di Stato e privati, da domani e fino alla soluzione del problema della pandemia, sono diminuiti da un terzo. 2) Lo Stato sospenderà tutti i servizi che pesano su di esso e che possono essere sospesi senza conseguenze tragiche. 3) Calcolato quanto risparmierà lo Stato con questi provvedimenti, entro un mese tutte le tasse e imposte saranno diminuite di altrettanto”. In modo da favorire equamente tutti, inclusi coloro il cui stipendio è stato diminuito di un terzo. Non dico che i provvedimenti necessari siano questi e soltanto questi, ma indico una linea di comportamento. 
Non potendo fare nulla contro chi chi perde il lavoro, lo Stato può almeno fare qualcosa per rendergli la vita meno difficile. Inoltre, diminuendo di un terzo tutti i “redditi fissi” attua una parificazione approssimativa della situazione fra coloro che soffrono del Covid e coloro che non ne soffrono.
I provvedimenti di cui sto parlando hanno il vantaggio di non peggiorare la situazione nel futuro. Inoltre essi sarebbero facilmente reversibili, perché nel momento in cui l’economia cominciasse a riprendersi, nulla impedirebbe di aumentare nella stessa percentuale i redditi fissi e l’imposizione fiscale. Fino a tornare alla situazione pre-pandemia.
Lo so, questo è un esercizio di immaginazione. Ma è anche una sfida. Gli amici sono capaci di immaginare di meglio? E cioè qualcosa che non rinvia al futuro la soluzione del presente? Se sì, saremo tutti lieti di conoscere questo diverso programma.
Gianni Pardo giannipardo1@gmail.com  
30 gennaio 2021



permalink | inviato da Gianni Pardo il 6/4/2021 alle 12:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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