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POLITICA
20 febbraio 2021
Il M5S E LA PIETRA FILOSOFALE
Ci sono errori immortali, perché immortale è il desiderio di risolvere certi problemi. Per non parlare del desiderio di ottenere magicamente un risultato altrimenti impossibile. Si ha un bel ripetere che nessuno può essere obbligato ad amare un altro, ci sarà sempre qualche imbecille che paga denaro vero per un filtro d’amore falso. 
Un caso dei più noti, e annosi, è il tentativo di realizzare sinteticamente l’oro. L’umanità ci ha provato così a lungo, e con tale costanza, che la pietra filosofale, che cercava, non l’ha trovata: in compenso ha  casualmente trovato la chimica. Che è stata più utile dell’oro.
La costanza di certe illusioni si spiega con la brevità della vita. L’uomo non vive abbastanza a lungo perché il buon senso che dà l’esperienza possa divenire una massa critica. Ogni vent’anni, appena arrivati al mondo, ci sono dei giovani che sperano di reinventare tutto. Soltanto col tempo capiscono che la situazione è spesso il risultato inevitabile della natura umana. Ma a quel punto non sono più giovani.
I nuovi venuti sono capaci di reputare la spontaneità una qualità e soltanto la realtà poi insegna loro che la spontaneità si chiama “mancanza di autocontrollo”. E può condurre a disastri.  Credono che la buona educazione sia una forma di ipocrisia, e poi sono costretti ad ammettere che, senza quel minimo di lubrificante, il meccanismo si inceppa. Credono che le formalità siano una cosa inutile, per esempio nel diritto, e soltanto da “grandi” (a volte “scottati”) imparano che le regole si chiamano guarentigie e sono lo scudo del cittadino inerme. Si potrebbe continuare a lungo, ma il principio è chiaro: è vero che a volte la società è assurda e ci sono legacci stupidi da abolire, ma in totale nell’organizzazione della società ci sono più cose giuste che cosa sbagliate. Sicché il ribellismo per il ribellismo è un errore. Solo una grande e giusta causa  giustifica la rivolta, Nella maggior parte dei casi invece la rivolta non cambia nulla, conduce alla repressione e a un mucchio di guai per chi si compiaceva di essere un ribelle.
Tutto questo ci offre una facile spiegazione della nascita e della parabola del Movimento 5 Stelle. Ispirato da un uomo che gli anni non avevano fatto uscire dall’adolescenza, Giuseppe Grillo, è nato un partito che aveva come spina dorsale la mentalità dei giovani. La dottrina era semplice: tutto era da cambiare. La società era talmente sbagliata che per migliorarla non era necessaria nessuna competenza: bastavano la buona fede e l’onestà. La classe politica era talmente incancrenita nei suoi difetti che i suoi migliori rappresentanti non erano abbastanza decenti perché ci si potesse alleare con loro. Se nel Paese c’era tanta corruzione, la colpa era delle leggi troppo miti. Dunque bisognava gettare in galera chiunque fosse minimamente sospettato. E comunque escluderlo senza pietà dalla vita politica e dalla comunità delle persone perbene. Non era vero che i problemi erano difficili o complessi, era che non si aveva veramente voglia di risolverli. Per questo gli adepti del nuovo partito pensavano di risolverli a colpi d’accetta. Insomma tutto un programma fumoso, brutale, velleitario, massimalista e privo di buon senso. Poiché però si rivolgevano ad un popolo  velleitario, infuriato e privo di buon senso, ebbero un grande successo. Nel 2018 un italiano su tre votò per loro. E fu il disastro. Forse una ruota quadrata ha un aspetto più risoluto di una ruota tonda, certo è che per fare strada non è l’ideale. 
I pentastellati si accorsero presto che da soli non potevano fare un governo. Dunque dovevano allearsi: prima, gravissima violazione dell’ideale. Poi, caduto il governo, non soltanto si allearono di nuovo, ma si allearono con coloro che prima avevano stramaledetto, considerandoli assolutamente impresentabili. Nel frattempo, ogni giorno scendevano un gradino di compromesso, a cominciare dalla voglia di tenersi i loro soldi invece di darli al Movimento. Finché la lista dei loro “tradimenti”, rispetto alle posizioni di partenza, fu troppo lunga per essere redatta. 
Nel giro di due o tre anni si accorsero di avere svenduto l’anima al diavolo. Ciò che teneva ancora insieme i pentastellati in Parlamento era la paga di parlamentare, il resto non aveva importanza. Forse neanche i democristiani erano scesi così in basso. Finché – ultima giravolta – alleandosi col governo di Mario Draghi, la misura è stata colma al punto che molti parlamentari si sono ribellati: naturalmente soltanto perché questa ribellione non comportava la perdita della paga di parlamentare. Ed ecco siamo alla scissione annunciata.
A questo punto sarebbe facile la tentazione dell’ironia, se non addirittura del sarcasmo. Ma sembra ingeneroso. Poco dopo la pubertà chiesi a un medico se era una malattia quella che mi provocava tanti brufoli. “Sì, rispose lui. È una malattia. Si chiama gioventù. Ma non ti preoccupare: passa”. Nello stesso modo, la parabola del Movimento 5 Stelle è la parabola della gioventù superficiale, irriflessiva, entusiasta e, naturalmente, ignorante. Non si può sparare sulla Croce Rossa.
L’Italia ha meritato il M5S. Ha meritato i giovani che ha. Ha meritato di sbattere il muso contro l’evidenza. Sul traliccio c’è scritto “Chi tocca i fili muore”, ma alcuni non sanno leggere. 
Dunque si avrebbe voglia di dire ai Cinque Stelle che sono rimasti nel partito, malgrado le mille giravolte, le mille contraddizioni, e i mille compromessi: “Ragazzi, avevate dunque bisogno dell’esperienza per sapere che, messi nelle condizioni dei vostri genitori, vi saresti comportati come loro?” E a coloro che ne sono usciti si avrebbe voglia di dire: “Uscite dal partito in nome della coerenza, della fedeltà ai vecchi ideali, ma  la vera reazione a un Movimento come il vostro è il buon senso, ed eventualmente un programma politico ed economico praticabile, non il ritorno alle illusioni iniziali. Invece attualmente lasciate una follia per un’altra”.
Nelle condizioni in cui siamo, il meglio che l’Italia possa augurarsi, per quanto riguarda il M5S, è che sparisca. E che la politica sia lasciata agli adulti. 
Gianni Pardo giannipardo1@gmail.com  
20 gebbraio 2021



permalink | inviato da Gianni Pardo il 20/2/2021 alle 13:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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