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politica estera
13 gennaio 2021
SALTO NEL BUIO, MA DA 30cm
In questa giornata di crisi, che probabilmente sarà seguita da parecchie altre giornate simili, molti si chiedono che cosa ne sarà dell’Italia. In particolare,  della lotta al Covid-19 e degli indennizzi per chi è in difficoltà. Sottintendendo – molti - che, proprio per la presenza di queste importanti e pressanti preoccupazioni, sarebbe meglio tenerci il governo che abbiamo. Infatti molti vedono la crisi come un salto nel buio, dalle imprevedibili conseguenze. Come fosse la prima volta che in Italia cade un governo.
Lodevole preoccupazione, soprattutto pensando alla pandemia, che tuttavia la saggezza popolare non prende sul serio. Ce lo dicono i proverbi: “morto un papa, se ne fa un altro”; “i cimiteri sono pieni di persone indispensabili”; “chi muore giace e chi vive si dà pace”; “dopo la pioggia c’è sempre il bel tempo” e via così. E, se vogliamo essere cinici, anche “di necessità (ananke) si fa virtù”.
Se cade il governo, ci sarà – come sempre – qualche giorno di maretta e scorreranno fiumi di saliva, ma dopo qualche tempo si farà un nuovo governo. Il governo è come un abbeveratoio. Anche se attualmente è deserto, si può star certi che la sete (di potere) farà arrivare molti animali.
Del resto, quanto a perdere tempo, aproprio il principale partito attualmente in Parlamento detiene una sorta di record: i Cinque Stelle, dopo aver vinto le elezioni nel marzo del 2018 (ottenendo quasi il 33% dei voti) un governo lo hanno formato in giugno, dopo tre mesi. Dunque, calma e gesso.
Certo, rimane l’ansia di sapere che tipo di governo avremo, e con quale Presidente del Consiglio. Ma forse è un’ansia infondata. Ogni popolo ha il governo che merita, e noi ne avremo comunque uno all’italiana. Infatti non c’è speranza che da qui a qualche mese cambi il popolo italiano. Ed anche la nostra classe politica è quella che è: da un pruno non ci si può aspettare che improvvisamente si metta ad offrire dei fichi. Il massimo che possiamo sperare, se si andasse a nuove elezioni, è che ci si liberi degli incompetenti, degli ignoranti e degli scappati di casa che oggi sono maggioranza in Parlamento. Ma ricordiamoci che neanche i politici professionali del passato ci hanno reso felici. Fra i democristiani non c’erano ignoranti o dilettanti, e tuttavia moltissimi (incluso il sottoscritto) hanno vissuto la Democrazia Cristiana come una cappa di piombo, una maledizione cui si contrapponeva soltanto la flebile speranza di “non morire democristiani”.
La conclusione è placida: non c’è da disperarsi. L’unico piacere, per chi l’ha in antipatia, potrà essere quello di non vedere quotidianamente il naso sbilenco e la capigliatura scolpita dell’avv.Giuseppe Conte. Ma più che un piacere, in fondo, sarebbe la fine di una sofferenza. Senza dire che l’incubo potrebbe protrarsi fino ad imporci un Conte 3, 4, 5… putroppo la serie dei numeri naturali è infinita.
Naturalmente siamo nel campo delle opinioni, e ognuno ha diritto alla sua. Personalmente, a parte un’irriducibile ostilità per l’incompetenza al potere, rimprovero a questo governo, o più esattamente a questa maggioranza, di non esistere. Una maggioranza è un insieme di partiti che si alleano per governare in nome di ciò che hanno in comune, rinunciando  a quella parte di programma che li divide. Naturalmente, quanto più grande è la piattaforma condivisa, tanto più solido è il governo. Viceversa, se il governo nasce esclusivamente per non far perdere ai parlamentari il seggio in Parlamento, andando a nuove elezioni, come nel caso concreto, la piattaforma comune è inesistente e non abbiamo una maggioranza, ma un’accozzaglia di parassiti inutili che si batte strenuamente per tenere in vita l’ospite inutile che li nutre. E questo è troppo persino per un Paese politicamente scalcagnato come l’Italia.
Dunque, amici, non temete nulla. Grazie al cielo, siamo caduti così in basso che, arrivando per terra, non ci faremo male.
Gianni Pardo giannipardo1@gmail.com  
13/01/2021



permalink | inviato da Gianni Pardo il 13/1/2021 alle 12:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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