.
Annunci online

giannipardo1@gmail.com
POLITICA
16 settembre 2020
LE CONSEGUENZE DEL SUPERDEBITO

 Alessandro De Nicola, sulla “Stampa” di oggi, 16 settembre 2020.

Vi invito a leggerel’articolo. Così, invece di ripetere io le solite cose, le solitecose le ripete la Banca Centrale Europea.

LECONSEGUENZE DEL SUPER DEBITO

Ronald Reagan avevaun ottimo senso dello humour. Una volta l’ex presidente americanodisse a un gruppo di reporter: “Non sono preoccupato del deficit, ègrande abbastanza per badare a se stesso”.

Nonostante tutti imeriti di The Gipper, però, se c’è una sua spiritosaggine che halanciato il messaggio sbagliato, è proprio questa. Peraltro, giustoieri Banca d’Italia ha certificato il nuovo livello diindebitamento delle amministrazioni pubbliche del Belpaese, pari a2.560 miliardi di euro, una cifra enorme e in aumento esponenziale acausa degli effetti del Covid, il quale comporta più spesa pubblicae una diminuzione del Pil (che la deflazione di agosto contribuiscecrudelmente ad abbassare ulteriormente), rendendo quindi il suorapporto con il debito ancor più sbilanciato. Orbene, in questomomento il dibattito politico in Italia è concentrato su comespendere i soldi del Recovery fund, dal quale l’Italia si aspettadi ottenere 209 miliardi, in parte in crediti in parte a fondoperduto, con un saldo netto a nostro favore di circa 46 miliardi.Tuttavia, è bene fin d’ora porsi il problema di come avverrà larestituzione dei soldi che oggi prendiamo a prestito, di quanto siasostenibile per un Paese con debolezze strutturali come l’Italia unmacigno esageratamente pesante di passivo e di quanto quest’ultimoaffligga la nostra crescita. Sotto questo profilo può essercid’aiuto uno studio pubblicato a luglio del 2020 dalla Bancacentrale europea sulle conseguenze economiche di un alto debitopubblico. Attraverso tre diversi modelli econometrici si cercainfatti di prevedere i rischi a esso associati e per far questo vienepassata in rassegna la letteratura empirica e teorica sul tema. Irisultati sono preoccupanti: la prima conclusione è che unindebitamento troppo alto rende l’economia meno resistente in casodi shock sia sistemici (che colpiscono tutti, come il coronavirus)che asimmetrici (che interessano un solo Paese, tipo la crisiargentina o lo spread a 600 che afflisse l’Italia nel 2011). Laspiegazione è semplice: i mercati finanziari dubitano dellasolvibilità del Paese e cominciano a chiedere tassi di interessesempre più alti per pagare i quali si deve aumentare l’imposizioneo ridurre la spesa (con quest’ultima soluzione meno dannosa dellaprima, come evidenziano i recenti studi di Alesina, Giavazzi eFavero), provvedimenti che soffocano la crescita il che, in unperfetto circolo vizioso, rende ancora più difficile risanare iconti. Oltretutto è molto probabile che le tasse approvate inemergenza siano distorsive e che le imprese, proprio in previsione ditale evenienza, non investano o abbandonino il Paese. Inoltre, lacontinua emissione di titoli obbligazionari statali ha lo spiacevolerisultato di togliere risorse agli investimenti privati. E’ veroche i tassi sono bassi, ma le banche sono piene zeppe di Btp e,complici le stringenti regolamentazioni bancarie, fanno affluire menosoldi agli imprenditori. Gli studi esaminati dal paper concordano cheil debito pubblico è tanto più dannoso per l’economia quanto piùè provocato da spese improduttive non tese alla massimizzazione delsuo sviluppo (tipo Quota 100, il reddito di cittadinanza o i varibonus); un assetto istituzionale debole, poi, facilita lacorrelazione tra basso sviluppo e alto indebitamento (decidete voi sele istituzioni italiane siano forti ed efficienti abbastanza). Molteanalisi empiriche concludono infine che a un livello di circal’85/90% di rapporto debito/Pil si comincino a sentire gli effettinegativi sulla crescita (l’Italia quest’anno supererà il 150%).Nessuna sorpresa, quindi, se anche i tre modelli elaborati dairicercatori Bce suonino un allarme angosciato sugli esiti moltopericolosi di un macigno troppo ponderoso. E se lo dice il famosoprestatore di ultima istanza che a furia di stampare banconotedovrebbe risolvere tutti i problemi, possiamo crederci.  




permalink | inviato da Gianni Pardo il 16/9/2020 alle 11:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
agosto       

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 2085946 volte

Non riesco nemmeno io ad inserire un commento. Chi volesse farlo lo inserisca in calce all'identico articolo, su giannip.myblog.it Prendete comunque nota dell'indirizzo giannip.myblog.it per i momenti in cui "il Cannocchiale" non è accessibile. Per comunicazioni, giannipardo1@gmail.com.