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POLITICA
21 maggio 2019
PERPLESSITA' SULLA SEA WATCH
C’è una notiziola, sentita per caso, che potrebbe avere la sua importanza. La Sea Watch 3, la nave che fino ad avant’ieri era alla fonda dinanzi a Lampedusa, dopo avere trasbordato gli emigranti su alcune motovedette italiane, è stata sequestrata. Conseguentemente è stata indirizzata verso il porto di Licata, dove andrà ad affiancarsi alla nave Mare Ionio, anch’essa sequestrata per  analoga vicenda.
Riguardo a queste vicende ho tante di quelle perplessità che chiedo lumi a tutti. La prima domanda  riguarda il contrasto fra il Ministro dell’Interno e la magistratura: che cosa prevedono le leggi, in un caso come quelsto? Mi sembrerebbe infatti gravissimo che un politico si arroghi un potere che non ha, ma non meno grave mi sembrerebbe che, avendo lui quel potere, si vedesse poi scavalcato dall’ordine di un funzionario di Stato come è un qualunque magistrato. Come mai nessuno accusa pubblicamente l’uno o l’altro? D’accordo, io sono un ignorante. Ma lo sono anche tutti gli altri? O sono improvvisamente diventati muti? Come mai nessuno ha scritto un rigo per indicare quale norma di legge ha applicato il Procuratore di Agrigento? Come mai nessuno ci ha fatto ridere indicando quale stupidaggine abbia detto Matteo Salvini,quando ha  ipotizzato di denunciare il magistrato? E se non era una stupidaggine, perché i giornali non sono indignati, dinanzi alla tracotanza di un Procuratore della Repubblica? 
Pare impossibile che tutti siano pronti a sproloquiare su qualunque argomento e poi, in un caso del genere, non si cominci col vedere che cosa dicono le leggi. Anche perché, se esse non esistono, e la decisione è politica, l’ordine dato dal Procuratore di Agrigento costituirebbe un evidente abuso di potere. Dunque, a costo di iessere ripetitivi: : qual è la norma che regge il caso?
Parlando in generale, nessuna nave ha il diritto di attraccare in un nostro porto senza il nostro consenso. Nessuno straniero può varcare la frontiera se l’Italia non glielo consente. Non soltanto egli deve presentare un documento di identità valido, ma il nostro Paese può vietargli di entrare anche se quel documento ce l’ha, in base al proprio discrezionale criterio di opportunità. Per entrare negli Stati Uniti io stesso, il cittadino incensurato di un Paese appartenente da sempre alla Nato, ho dovuto ottenere un visto. Cioè un permesso ad personam, rilasciato da funzionari di Washington che avrebbero ben potuto negarmelo. Dunque i migranti irregolari possono essere respinti o perché sforniti di documenti; o, singolarmente, per motivi di opportunità;  o in base ad una legge che permette l’ingresso soltanto a turisti in possesso di denaro sufficiente per il soggiorno previsto. A New York, prima di farmi uscire dall’aeroporto, mi hanno fotografato, mi hanno preso le impronte digitali, mi hanno chiesto in che albergo sarei andato a dormire e a momenti mi chiedevano che numero di scarpe porto.  In conclusione, non si può credere che il Procuratore di Agrigento sostenga che bisogna accogliere chiunque si presenti. Né quella nave era in pericolo: il mare non era grosso ed essa poteva benissimo riportare i presunti naufraghi in Libia, o depositarli a Malta, oppure in Tunisia, oppure andare a portarli in Olanda, visto che la nave batte bandiera olandese. Salvini, a naso, ha perfettamente ragione, giuridicamente. Ma, ammesso che abbia torto, perché non ci si dice perché ha torto?
E poi ci sono delle perplessità un po’ meno formali. Ammettiamo che il Procuratore di Agrigento abbia ordinato quello sbarco per motivi umanitari. Dunque perché d’accordo con l’Organizzazione Non Governativa Sea Watch. Ma se così fosse, perché poi sequestra la nave? O condivide quel trasporto di migranti, e la Sea Watch è un’organizzazione umanitaria, oppure sospetta quella nave di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, e allora i migranti vanno respinti. Per esempio costringendo la nave a lasciare le acque italiane, dopo avere arrestato il capitano.
Non basta. È vero che l’azione della magistratura è sembrata contro Salvini e a favore della Sea Watch, ma se poi la nave è sequestrata e tenuta in un porto italiano per un tempo lunghissimo, come già è avvenuto per la Mare Ionio, siamo sicuri che la magistratura italiana sia benevola verso l’o.n.g.? Respingendo il natante e costringendolo a dirigersi altrove, i migranti sarebbero comunque arrivati in Europa e la nave sarebbe stata libera. Attualmente invece la prodezza di entrare nelle acque territoriali italiane, benché diffidata dal farlo, è costata alla Sea Watch la perdita della nave o – ad andar bene – la disponibilità di essa per parecchi mesi, come avvenuto per la Mare Ionio. E chi dice che lo Stato italiano non passi dal sequestro alla confisca? Non so in che misura il traffico di immigranti clandestini sia assimilabile al contrabbando, ma la legge sul contrabbando prevede la confisca e la distruzione dei mezzi di trasporto usati per commettere quel reato. A questo punto le o.n.g. sarebbero tanto ricche da continuare a fingere di salvare dei naufraghi , sapendo che ogni attracco in un porto italiano gli costa una nave?
La funzione dei giornali dovrebbe essere quella di informare i cittadini, non di partecipare alla rissa quotidiana. E questo vale anche per la Chiesa, per l’Onu, per le anime belle, per il governo e per i giuristi. È tanto difficile farci sapere come stanno le cose? E se non lo sanno, perché non si informano? Urgono risposte.
Gianni Pardo, giannipardo1@gmail.com
      



permalink | inviato da Gianni Pardo il 21/5/2019 alle 8:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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