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POLITICA
21 dicembre 2018
PUTIN E LA SUPERIORITA' MISSILISTICA
La Russia è immensa, potente e spaventata. Sembra assurdo, ma da sempre è così. La costante della sua politica, derivata dalla mancanza di frontiere naturali,  è la paura delle invasioni. E del resto queste invasioni ci sono state: da quando la Russia doveva pagare costantemente un pesante tributo agli invasori venuti dall’Est, ai tentativi di Napoleone e Hitler. 
Queste giustificazioni tuttavia non danno completamente conto del suo atteggiamento. La Russia è come un timido che strafà perché sa di essere timido, dimenticando che gli altri non lo sanno, che è timido, e vedono soltanto che esagera. Che sia per paura o per altro, la Russia, come la Roma antica, cerca sempre di spostare le frontiere il più lontano possibile. Solo che ad un certo momento un imperatore romano escluse ulteriori conquiste, mentre con la Russia non si sa mai. Basterà dire, approfittando della Seconda Guerra Mondiale, che essa ha spinto le sue frontiere formali o sostanziali fino all’Elba e al Mar del Giappone. Poi si è anche annesso un terzo della Polonia, benché questa sia stata soltanto vittima di Hitler mentre essa stessa, col patto Ribbentrop-Molotov, aveva cercato di allearsi col dittatore nazista; s’è annessa l’inutile isola di Sakhalin, inimicandosi per sempre il Giappone; s’è annessa la Prussia Orientale e recentemente ha dimostrato di non aver perso il vizio, annettendosi la Crimea. Dopo tutto questo, sarà pure vero che la Russia è costantemente spaventata, ma come negare che ai vicini può apparire piuttosto aggressiva che timida? Come dare torto agli Stati Baltici che, dopo essere stati annessi all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, una volta liberati dalla potenza coloniale si sono precipitati a buttarsi nelle braccia della Nato, sperando così di preservare la loro indipendenza? Chi ha ragione di temere un’aggressione, Mosca da Vilnius o Vilnius da Mosca? La Russia potrebbe dire che non teme Vilnius, come non teme Kiev, ma teme chi potrebbe passare da Vilnius o da Kiev per aggredirla. A darle ragione, l’unico modo per por fine alle sue ansie è invadere l’intero orbe terracqueo.
Vladimir Putin è una persona intelligente e un grande politico, caratterizzato da un fortissimo senso del reale. Si può star certi che, come uno scacchista, calcola bene sia le proprie mosse sia quelle, possibili, dell’avversario. Ma ultimamente ha esagerato. Ha prospettato il pericolo di una guerra mondiale nucleare per giustificare la seguente affermazione: “La superiorità russa nella difesa missilistica serve a mantenere la parità strategica e - ha aggiunto - se arriveranno i missili in Europa poi l’Occidente non squittisca se reagiremo. Ma confido che l’umanità avrà abbastanza buon senso per evitare il peggio”. E questa è un’assurdità.
Non si può pretendere dagli altri che ci permettano di essere più forti di loro, in modo che non possano attaccarci, perché nessuno garantisce che proprio loro non saranno attaccati, essendosi volontariamente posti nella posizione del più debole. Se qualcuno cerca di essere più forte degli altri, chi può escludere che lo stia facendo proprio  in vista di aggredirli? 
Ma Mosca non gioca da sola questa partita. Se essa pretende il diritto alla “superiorità missilistica”, con ciò stesso autorizza il suo possibile avversario – gli Stati Uniti - ad avere un armamento ancora più forte, in modo da scoraggiare la possibile aggressione di chi prima si sentiva superiore. È una gara che dura da sempre, e soltanto il lupo della favola del lupo e l’agnello può pretendere che l’agnello non provi nemmeno a difendersi. In questo Trump ha ragione.
Ragionando in termini obiettivi, ecco quello che avviene. Se il possibile aggressore aumenta il livello dei suoi armamenti, l’unica contromossa concepibile, se appena se la può permettere, è che il possibile aggredito aumenti a sua volta il livello dei suoi armamenti. O la potenza delle sue alleanze. In questo caso, pregando gli Stati Uniti di effettuare la contromossa. Le guerre vanno evitate ad ogni costo ma, se sono inevitabili, meglio vincerle. 
Comunque, a meno che l’età e la lunga serie di successi non abbiano minato l’equilibrio di Putin, leader straordinario, non ci dovrebbe essere nulla da temere. La Russia ha approfittato della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale per tiranneggiare l’intera Europa Orientale e oggi potrebbe frenare la sua ingordigia. Potrebbe anzi comprendere che i suoi confinanti la vedono più come un pericolo che come una buona vicina. Insomma potrebbe finalmente convincersi che, se le sue paure non sono del tutto immaginarie, ancor meno lo sono quelle della Polonia e degli Stati Baltici. 
Diversamente rischia di vedersela di nuovo, come ai tempi di Reagan, con la superiorità economica e tecnica degli Stati Uniti.
Gianni Pardo, giannipardo1@gmail.com
20 dicembre 2018



permalink | inviato da Gianni Pardo il 21/12/2018 alle 6:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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