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POLITICA
1 novembre 2018
SALA D'ASPETTO


Ogni giorno apriamo la finestra della televisione, dei giornali, e persino di Internet, per sapere che tempo fa. E ogni giorno il cielo rimane nuvolo. È vero, non piove, ma la mancanza di vento non ci illude. Sappiamo tutti che proprio nell’occhio del ciclone c’è calma e assolutamente nessuna ragione per stare tranquilli.

L’attesa, quando non si può far altro che attendere, è molto stressante. La biopsia di quel nevo mi dirà che mi è stato tolto un porretto insignificante o che sto per morire? Non è differenza da poco. E tuttavia l’angoscia, e perfino la voglia di farla finita affrontando a viso aperto la verità, non servono a nulla. Perché nessuna azione è possibile. Il responso del tecnico della biopsia non può essere sostituito da nessun’altra iniziativa, nemmeno dalla preghiera, per chi è credente. 

Nel caso politico italiano non c’è che da aspettare la risposta dei prossimi mesi. E se avevamo creduto di saperne di più dal testo della legge di bilancio, ora siamo delusi dal fatto che da essa sono stati espunti sia il reddito di cittadinanza sia il provvedimento sulla “legge Fornero” e le cosiddette “pensioni d’oro”. Nella mia ignoranza non ho neppure capito se le autorità europee saranno pregate di valutare la nostra futura legge includendo quei progetti - attualmente accantonati in attesa di adempimenti tecnici che si sarebbero potuti elaborare da mesi – o escludendoli dal calcolo. Nel primo caso, perché non li hanno inclusi? O perché non hanno confessato pubblicamente di averci rinunciato? Nel secondo, credono forse che a Bruxelles siano degli allocchi? Che quei progetti siano scritti su carta gialla o su carta rosa, che li concretino in ottobre o in gennaio, sempre delle stesse spese e degli stessi sforamenti si tratta.

Una cosa si può osservare. Si direbbe che questo governo decida soltanto quando la scadenza ultima (incluse le proroghe) diviene ineludibile. Così è stato per l’Ilva e per la Tap. Ora io non so quale sia la vera scadenza per l’alta velocità Torino-Lione. E non so se il M5S, nella persona di Di Maio,  stia soltanto facendo ammuina per rifarsi una verginità demagogica, dopo la vicenda della Tap, o voglia veramente affossare quel progetto. Nel primo caso, avremo una sceneggiata. Nel secondo, un dramma e una spesa che ci potevamo risparmiare: il dramma della disoccupazione di migliaia di lavoratori, la spesa di miliardi buttati al vento e forse anche una crisi con la Francia. 

In ogni caso il nostro attuale governo sembra non capire che non si governa posando lo stetoscopio sulla pancia dei frequentatori di Internet e tenendo conto soprattutto delle incaute promesse elettorali. Si governa tenendo conto della realtà politico-economica. Non ci si può permettere di rinviare continuamente, di lasciarsi andare a dichiarazioni contraddittorie, di mostrarsi incerti sulla linea di condotta futura. Se c’è una cosa che la realtà economica internazionale odia, è l’incertezza. Gli Stati sono amorali e preferiscono addirittura avere come controparte un dittatore stabile che una democrazia ballerina. Perché nel primo caso sanno con chi hanno da fare e a che cosa attenersi. 

Nel nostro Paese poi abbiamo l’inedita situazione di previsioni dei competenti, nazionali e internazionali, unanimemente negative, a fronte di una svalutazione della competenza. Tanto che, se crediamo a quelli che di questi problemi hanno fatto un mestiere, siamo guardati come “aderenti all’altro partito”. O addirittura come uccellacci del malaugurio. Sicché siamo costretti a star zitti.

Tutto ciò che possiamo dire serve soltanto a disegnare i contorni delle nuvole nere che vediamo dalla finestra ma per il resto, anche se la meteorologia ha ormai raggiunto livelli veramente scientifici, dobbiamo aspettare, per discutere con la controparte, che diluvi o no nel nostro cortile. Non ci rimane che dominare per quanto possibile la nostra ansia impotente.

Gianni Pardo, giannipardo1@gmail.com

1°novembre 2018  






permalink | inviato da Gianni Pardo il 1/11/2018 alle 10:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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