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POLITICA
30 ottobre 2018
SE L'EURO SIA O NO IMMORTALE
Alberto Bagnai, l’economista della Lega, si è fatto una fama di pericoloso eretico sostenendo che senza l’euro l’Europa starebbe meglio. E comunque che l’euro è insostenibile. E tuttavia, a meno di essere religiosi , non bisogna avere paura delle eresie. La parola “eretico” contiene in sé un giudizio di valore negativo e pregiudiziale, mentre per il laico ci sono soltanto tesi giuste e tesi sbagliate.
Il fatto che l’Europa vivrebbe meglio senza l’euro non possiamo affermarlo, prima di avere la controprova fattuale. Basta osservare che chi ha progettato la moneta comune l’ha fatto con la sicura convinzione che “l’Europa sarebbe vissuta meglio”, mentre oggi Bagnai ed altri reputano che è vissuta peggio. O anche, più semplicemente, che prima ha funzionato bene ed ora funziona male. 
Comunque, prima di risolvere questo dubbio, è bene porsene un altro: l’euro è sostenibile o è insostenibile? Perché se risultasse insostenibile si tratterebbe soltanto di vedere quando è meglio che “muoia”, e in che modo, se di morte naturale o di eutanasia. E in questo caso le opinioni contano poco. Le autorità di Francoforte proclamano alto e chiaro che l’euro durerà per sempre, Bagnai è convinto del contrario, e per farsi un’opinione è utile vedere le ragioni a sostegno dell’una o dell’altra previsione. 
In linea puramente teorica ha ragione Bagnai,  perché il concetto di euro è in conflitto col concetto di sovranità. La situazione di un gruppo di Stati  sovrani che tuttavia hanno la moneta in comune è innaturale. Questo sistema è concepibile a condizione che i governi si accordino su stringenti regole economiche riguardo alla quantità di circolante, al deficit, al debito pubblico, alla fiscalità ed altro ancora. E poi mantengano scrupolosamente fede ai patti. Risultato che tuttavia rimane improbabile, nel lungo termine. È fatale che una volta o l’altra uno Stato contravvenga agli impegni assunti e in questo caso sono possibili soltanto tre ipotesi: o che abbandoni volontariamente la moneta comune, o che ne sia espulso o, infine, che cessi di esistere la stessa moneta comune. Alcuni anni fa si corse questo rischio a causa della Grecia, ma questa fu salvata in virtù delle sue piccole dimensioni economiche. Mentre per l’Italia una cosa del genere sarebbe impossibile. E allora ha piuttosto ragione Bagnai che Draghi. Se le cose stanno così, bisogna fare di tutto perché l’euro si mantenga, ma nel contempo prepararsi alla sua fine, quando che sia. Non è perché si desidera avere un incidente d’auto che ci si assicura contro la responsabilità civile. E come mai nessuno si assicura contro la fine dell’euro? 
Oggi invece ci si limita a stramaledire le tesi di Bagnai quasi che, se domani l’euro scoppiasse, la colpa sarebbe di Bagnai che ha ipotizzato il fatto. E tutto questo non è saggio. “Irreversibile” significa “impossibile” e la fine dell’euro è tutt’altro che impossibile.
Ma forse le cose non stanno come sembrano. A volte mi sorprendo a sognare che in segreto le autorità comunitarie, nel momento stesso in cui in pubblico proclamano che l’euro è irreversibile,  abbiano già studiato il problema e predisposto il comportamento dell’Unione. I competenti sanno benissimo che in campo economico l’ambiente non è asettico, nel senso che, se si cominciasse a parlare di come porre fine all’euro, già questo potrebbe provocare quella fine e una devastante crisi economica. Dunque è a ragione che si considera Bagnai pericoloso.
La realtà vuole che si predisponga una strategia di uscita dall’euro. Nessuno ama parlare di morte, e in particolare della propria morte, ma ciò non impedisce che le persone ragionevoli facciano testamento. Meglio scrivere questo funereo documento che organizzare, col proprio silenzio, la lite fra gli eredi. 
Dunque sì, Bagnai è pericoloso, ma non per quello che dice, ché anzi, per quanto riguarda la fine dell’euro, la tesi è condivisibile. È pericoloso soltanto perché dice ad alta voce e pubblicamente ciò che altri fanno finta di non sapere. Se l’imperatore è nudo, non è colpa del bambino che lo vede nudo.
Gianni Pardo, giannipardo1@gmail.com 
30 ottobre 2018




permalink | inviato da Gianni Pardo il 30/10/2018 alle 7:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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