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POLITICA
28 ottobre 2018
IL GOVERNO HA UN'ALTERNATIVA?
Il futuro è imprevedibile e tuttavia, quando la realtà ci costringe a riflettere su ciò che potrebbe avvenire, siamo costretti a prevedere ciò che avverrà sulla base del presente. Pur sapendo che il futuro, appunto perché imprevedibile, potrebbe sconvolgere quelle basi, vanificando i nostri bei calcoli.
In questi giorni, malgrado i sussulti, gli scontri, le cattive notizie che vengono dall’Europa, dai mercati e dalle agenzie di rating, molti continuano a ripetere che, “comunque”, attualmente il governo giallo-verde non ha alternativa. E ogni volta vien fatto di chiedersi: “Veramente è così?”
In questo momento, dicono i sondaggi, la maggioranza di governo gode del favore del 60% degli italiani. Dunque dovrebbe trattarsi di un castello difeso da mura indifferenti perfino agli attacchi dell’artiglieria. Ma che tipo di sostegno è quello attuale degli italiani? La risposta non è priva di implicazioni.
Per molti decenni i partiti italiani hanno avuto un software volatile – si pensi ai programmi delle varie campagne elettorali – ma un hardware catafratto e immutabile che i votanti seguivano quasi come una religione. La Democrazia Cristiana rappresentava  l’avversione al comunismo ateo e liberticida; il Partito Comunista professava la nuova religione del marxismo, col sogno della rivoluzione proletaria. Questi partiti potevano avere alti e bassi, ma i mutamenti erano marginali. Non era ipotizzabile che sparissero o raddoppiassero i consensi. Così si spiega la sostanziale immobilità politica dell’Italia, dalla fine della guerra al 1993.
Viceversa i due partiti che oggi dominano la scena – quelli di cui si dice che sono privi di alternativa – tutto hanno alle spalle, salvo un’ideologia. La Lega per lungo tempo ha avuto come nocciolo duro la difesa del Nord contro lo sfruttamento del Sud, ma ora si vuole nazionale ed ha soltanto un vago programma di destra esasperata. Comunque niente che non possa essere ribaltato, seguendo gli avvenimenti. Quanto al M5S, il suo successo elettorale mette in ombra la sua vacuità sostanziale. Ciò che caratterizza il suo elettorato è la rabbia e la frustrazione, tanto che l’idea centrale del Movimento è un maiuscolo “NO” a tutto, e poi l’idea che seguendo le opinioni della massa non si possa sbagliare. Ambedue posizioni che non conducono da nessuna parte, se non all’errore. In particolare il popolo è capace di rimproverare al governo di avere fatto ciò che gli aveva chiesto di fare. 
Questi partiti recentemente hanno fruito di un eccesso di consensi che in fondo era soltanto un eccesso di rifiuto nei confronti degli altri partiti, e domani potrebbero essere vittime di un eccesso di rigetto, sulla base dei risultati ottenuti. E ciò che hanno promesso è malauguratamente tanto costoso  da essere difficilmente realizzabile. Infatti le avvisaglie di successo sono tutt’altro che visibili. Fino ad ora si è creduto che tutti i problemi finanziari potessero essere superati con un atteggiamento volontaristico, arrivando persino a dire che “i mercati se ne faranno una ragione”. Che è come dire: “Io voglio vivere, la mia malattia se ne farà una ragione”.
Fino ad oggi i partiti al governo hanno fruito di un enorme capitale di speranza, ma come reagiranno gli italiani, quando le speranze appassiranno? Se i risultati di quelle speranze e dell’azione di governo fossero negativi, quanto durerebbe un consenso che era fondato su quelle prospettive?
Dire che la maggioranza attuale non ha alternativa è azzardato. Tutto dipende dal futuro contatto con la realtà. Fino ad ora abbiamo avuto soltanto un’abile campagna elettorale, la formazione del nuovo governo, e infine una sorta di ripresa della campagna elettorale. Da “Se eletti faremo” a “Siamo stati eletti e presto faremo”. Ma i risultati si devono ancora vedere. A meno che non si considerino risultati lo spread oltre i trecento punti, l’aumento del debito pubblico e la quasi  rottura con l’Europa. 
Per il futuro, altro che mancanza di alternativa: si va dal trionfo alla catastrofe. 
Gianni Pardo, giannipardo1@gmail.com 
28 ottobre 2018









permalink | inviato da Gianni Pardo il 28/10/2018 alle 5:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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