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POLITICA
1 ottobre 2018
IL VERDETTO
L’imputato si dichiara innocente, il Pubblico Ministero sostiene che è colpevole, qual è la verità? Posta così, la domanda è sciocca. Infatti chiunque direbbe che bisognerebbe prima conoscere i fatti, le prove, le relazioni scientifiche. Soltanto allora si potrà avere un’opinione. In realtà, anche dopo avere acquisito tutti gli elementi di giudizio, rimarranno lecite opinioni diverse fra gli avvocati, i giornalisti, il pubblico e gli stessi magistrati. L’unico modo per sciogliere il nodo dei dubbi è attribuire a qualcuno il potere di dichiarare il “vero”. È “detto vero” (verdetto) dal giudice che l’imputato è colpevole (oppure è innocente) e da quel momento la verità, quanto meno la verità giudiziaria, è assodata. Naturalmente non la “verità assoluta”. Infatti non soltanto sono frequenti le diversità di sentenze fra i diversi gradi di giudizio, ma non sono neppure rarissimi gli errori giudiziari. 
Nella realtà, non esiste neppure una verità artificiale come quella giudiziaria. Se tutti reputano che un libro mediocre sia un capolavoro, quel testo avrà un successo travolgente (si pensi al “Codice da Vinci”). Se invece un autore è ignoto, il suo effettivo capolavoro rimarrà in un cassetto per sempre. L’umanità potrebbe in questo modo aver lasciato nell’ombra, per sempre, uno o molti artisti migliori di Alessandro Manzoni, Alexandre Dumas o Margareth Mitchell.
Salvo che nel mondo giudiziario, il vero giudice è la realtà. Una realtà che rimane fallibile quando dipende dagli umori della gente, come nel caso dell’arte, ma si rivela infallibile quando si entra nel campo della scienza e dei fatti. La teoria economica marxista era giusta o sbagliata? Se ne può discutere, ma una cosa è certa: dovunque si sia voluto applicarla, ha prodotto miseria. La si può adottare per motivi ideologici, dunque, ma accettando di produrre miseria, non ricchezza.
Oggi in Italia migliaia di persone si dannano l’anima guardando a ciò che avviene in campo economico, e già piangono su ciò che ci riserva il futuro. Mentre altri vanno incontro ilari ad un futuro radioso, fatto di coraggio, di cambiamenti, di prosperità ritrovata. Anche qui, chi ha ragione? Ci sarà un verdetto? Ovviamente sì: se questi giorni saranno ricordati come quelli della svolta verso la soluzione dei tanti problemi del presente – da quello economico italiano a quello comunitario europeo – parleremo di persone come Di Maio e Salvini come di Padri della Patria. Se le cose andranno in senso opposto, opposto sarà anche quel giudizio.
Quello che possiamo osservare è una sorta di svalutazione delle parole e, peggio, della cultura. La professoressa Fornero non sarà simpatica ma, ogni volta che compare in televisione, le sue parole suonano come mattoni di un granitico edificio intellettuale e scientifico, mentre quelle dei suoi oppositori sembrano appese alle nuvole. E tuttavia, visto che oggi ci sono più oppositori che sostenitori della signora Fornero, chi ci potrà fornire un verdetto, se non le conseguenze dei provvedimenti che si ventilano? E lo stesso vale per il tristemente famoso “reddito di cittadinanza”, per la “tassa piatta” (che non è né unica né piatta) e per la politica di deficit spending. Le parole, i dati, i diagrammi, i calcoli scientifici ed econometrici non valgono nulla, di fronte alla retorica che parla di “popolo”, denuncia “complotti”, promette la Luna. Siamo al punto che non val più la pena di aprire bocca. “Se avete ragione voi si vedrà, se abbiamo ragione noi si vedrà”. 
Purtroppo questo verdetto non sarà indolore.
Gianni Pardo, 1° ottobre 2018




permalink | inviato da Gianni Pardo il 1/10/2018 alle 8:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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