.
Annunci online

giannipardo@libero.it
POLITICA
29 giugno 2018
UN ACCORDO, SUI MIGRANTI? NO, SOLTANTO UN RINVIO
Per quanto riguarda il summit di Bruxelles, molti tendono a presentarlo come un successo, perché si temeva che potesse concludersi con una rottura. Addirittura una rottura che avrebbe potuto mettere in pericolo la stessa Unione Europea. Questa rottura non si è avuta, ed è giusto essere contenti di ciò che non si è avuto. Ma possiamo essere contenti di ciò che si è avuto? 
Gli ottimisti – e i giornali con loro – parlano di accordo raggiunto all’unanimità, ed è strano – viste le premesse – che non parlino di straordinario miracolo. Ma forse non lo fanno perché quella dell’accordo è una pietosa bugia. Ciò che si è raggiunto è semplicemente un rinvio. La sintesi è: “Per oggi non litighiamo. Magari lo faremo la prossima volta, ma per oggi facciamo finta di andare d’accordo”. Meglio di niente. Ma non è un accordo, forse non è nemmeno una tregua. Infatti fino al prossimo giro continueranno ad accumularsi le ragioni del contrasto. 
Tutto ciò può essere facilmente dimostrato riprendendo dal “Corriere”(1) alcuni punti essenziali dell’“accordo”, e vedendo come i verbi siano al futuro o al condizionale, le espressioni vaghe e benedicenti, e che dentro non c’è niente di concreto. Chi non ci crede abbia la pazienza di leggere quanto segue.
I leader si dicono “determinati a continuare e rafforzare” l'azione “per prevenire un ritorno ai flussi incontrollati del 2015 e ridurre ulteriormente la migrazione illegale su tutte le rotte esistenti e nuove”.
“L'UE continuerà a stare dalla parte dell'Italia”.
“Tutte le navi che operano nel Mediterraneo devono rispettare le leggi applicabili e non ostruire le operazioni della Guardia costiera libica”.
Si evoca la necessità “di un nuovo approccio fondato su azioni condivise o complementari tra gli Stati membri per gli sbarchi di chi è salvato nelle operazioni di ricerca e soccorso”.
Bisogna “esplorare rapidamente il concetto di piattaforme regionali di sbarco” nei paesi terzi che dovrebbero “operare distinguendo le situazioni individuali dei migranti, nel pieno rispetto del diritto internazionale e senza creare un fattore calamita”.
“Chi viene salvato secondo il diritto internazionale debba essere preso in carico sulla base di uno sforzo condiviso, attraverso il trasferimento in centri controllati istituiti in alcuni Stati membri, solo su base volontaria”. 
La ridistribuzione dei richiedenti asilo si effettuerà “su base volontaria” e “senza pregiudizio per la riforma di Dublino”. Su base volontaria è come dire che si deve convincere il pollo ad entrare da sé nel forno.
“Sulla riforma del regolamento di Dublino il Consiglio europeo ha ribadito che una decisione sarà presa per consenso (all'unanimità degli Stati membri)”. Come si sa, l’unanimità è la cosa più facile da ottenere.
Le conclusioni chiedono agli Stati membri di “cooperare strettamente tra loro” per limitare i movimenti secondari. Strettamente. Come se attualmente già cooperassero. Mentre in realtà lo fanno più o meno quanto i Capuleti e i Montecchi. 
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it
29 giugno 2018
(1)https://www.corriere.it/esteri/18_giugno_29/migranti-tusk-notte-twitter-c-accordo-ue-28-da3d830c-7b48-11e8-ab49-1b15619f3f8e.shtml#




permalink | inviato da Gianni Pardo il 29/6/2018 alle 11:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
maggio        luglio

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte

Per favore, prendete nota dell'indirizzo giannipardo@libero.it, per i momenti in cui "il Cannocchiale" non è accessibile.