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giannipardo@libero.it
vita da impiegato
3 giugno 2018
LASCIAMOLI PROVARE
Anche se voluto da una masnada di ragazzacci incompetenti, il nuovo governo è una realtà. E anche se ha un programma demenziale e un Presidente del Consiglio che sembra un origami fatto con la carta velina, sarà con esso che bisognerà fare i conti.
Non si tratta di avere pregiudizi. Non si è ostili a coloro che vogliono cambiare politica. Per esempio, se fosse stato nominato ministro Paolo Savona, sarei stato molto allarmato ma non indignato. Perché è un uomo che ha esperienza di governo e un noto economista. Sarei stato molto scontento, indubbiamente, perché abbiamo idee diverse su come guidare l’economia italiana in questa fase: ma sarebbe stato piuttosto lui ad avere il diritto di ridere di me, che io di lui, dal momento che non ho la sua competenza. 
Viceversa, se la politica italiana è affidata a giovani incompetenti, ingenui e appassionati come – per fare un nome – Alessandro Di Battista o comunque qualcuno la cui scienza economica si riassume in: “Abbasso la Merkel!”, “Chi se ne frega dei trattati!”, “I soldi si trovano”, forse sarebbe il caso di ricorrere alle armi. Ecco il punto: proprio i due “leader massimi” del momento, Di Maio e Salvini, mi sembrano a questo livello. Magari non lo sono (spes ultima dea) ma tali si mostrano. Dunque, quando si sono usate le parole: “masnada di ragazzacci incompetenti”, non si doveva badare a “masnada” o a “ragazzacci”, ma ad “incompetenti. È questo il pericolo. 
Le idee di Karl Marx, nella loro concreta applicazione, sono state la causa della miseria e della fame di centinaia di milioni di persone. Ma ciò non significa che Marx fosse un imbecille.  Mai avrebbe potuto scrivere: “I soldi si trovano”. E Keynes mai avrebbe scritto che si può indefinitamente spendere più di quanto si incassa. Ciò che oggi fa spavento è proprio questo: che l’approssimazione da mercato rionale di frutta e verdura abbia preso il posto dei congressi politici.
A giudicare dal loro programma, i politici vincenti pensano che tutti i governi precedenti siano stati stupidi, tirchi e proni ai diktat d’oltralpe. Molti di questi giovani “politici” somigliano a quelli che hanno creduto che il cancro si potesse curare col bicarbonato. Gente che per giunta credeva di saperla lunga. Se uno gli chiedeva: “Come mai i medici non adottano questa cura miracolosa?”, rispondevano che ciò avveniva “perché le grandi società farmaceutiche perderebbero miliardi, se ammettessero che il bicarbonato opera meglio della chemioterapia”. 
Una persona ragionevole, alla domanda: “Come mai l’Italia si piega alle regole di Bruxelles?” risponderebbe: “Perché i nostri governi hanno firmato dei trattati”. “Perché certe regole dell’economia sono ineludibili”. Insomma, “Perché non può fare diversamente”. E invece gli attuali governanti risponderebbero, alla Beppe Grillo: “Perché non hanno le palle”. Applausi al Bar Sport.
Rimane la speranza che siano in malafede, almeno i migliori fra loro. Ma il fatto di avere tanto insistito su quel genere di argomentazioni, e conseguenti promesse, alla fine si è trasformato in un impegno con gli elettori. In un obbligo - quanto meno - di provarci. Anche se il tentativo potrebbe produrre disastri.
Il discredito di cui soffre la competenza è una forma d’imbecillità collettiva. Forse il nostro Paese non è stato guidato da geni della politica e dell’economia, basti guardare al debito pubblico che abbiamo, ma non è affatto vero che un incompetente avrebbe fatto di meglio. Che uno vale uno. Se no Lewis Hamilton potrebbe operare a cuore aperto e il primario chirurgo potrebbe guidare la Mercedes al Gran Premio.
Il programma congiunto pentaleghista è stato qualificato da libro dei sogni. E finché rimarrà confinato nel limbo dei desideri, poco male. Ma che cosa avverrà quando gli investitori si convinceranno che qualcuno ha veramente l’idea di realizzare uno dei progetti che importano le maggiori spese? Quanto tempo ci metteranno a far salire lo spread a quattrocento, cinquecento o settecento punti? Non perché vogliono educarci o punirci – a loro delle nostre qualità morali non importa nulla - soltanto non vogliono perdere i loro soldi. E se alle prossime aste non comprassero i nostri Btp, e noi non potessimo rimborsare i titoli in scadenza, che ne sarebbe di noi?
Ecco perché trovo assurdo che la gente dica: “Lasciamoli provare”. Per me un bambino di dieci anni potrebbe anche partecipare alla corsa di Indianapolis, purché sia con una macchina sua, viceversa non gli permetterei di guidare l’autobus in cui siedo anch’io. Ho l’ambizione di morire nel mio letto. 
Può darsi che questo governo non combini affatto i disastri che si possono temere e in quel momento le persone ragionevoli saranno pronte ad applaudirlo. Sarebbe quasi un miracolo. Ma non quello che si attendono i suoi elettori. 
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it
3 giugno 2018




permalink | inviato da Gianni Pardo il 3/6/2018 alle 17:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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