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POLITICA
9 maggio 2018
SE BERLUSCONI SI ASTIENE
L’antefatto. Prima Matteo Salvini ha chiesto ventiquattr’ore di tempo al Presidente Mattarella, per potere compiere un ultimo tentativo. Si tratterebbe per la Lega di andare al Governo insieme col Movimento 5 Stelle, mentre Forza Italia da un lato non romperebbe la coalizione, dall’altro non voterebbe né a favore né contro il nuovo governo, ma si limiterebbe ad astenersi.
Finalmente, come dicono gli anglofoni, ho “something to chew on”, qualcosa su cui riflettere. Ma chew on è più icastico: riflettere è un verbo ottico (simile a “speculare”) mentre il verbo inglese è carnale, fa pensare a qualcosa che prima sfuggiva ed ora si è riusciti a mettere sotto i denti, fino a masticarlo, e rimasticarlo, e valutarlo.
Nessuno può negare che, dopo le elezioni di marzo, questi due mesi e passa sono stati pieni di discussioni, di ipotesi, di smentite, di chiusure e di aperture, fino a sfinire i più pazienti. Ora improvvisamente abbiamo una certezza: avremo un governo a guida Cinque Stelle, sostenuto dalla Lega di Salvini, mentre Forza Italia concederà quella che è stata chiamata una “benevola astensione”. Il Partito Democratico e Fratelli d’Italia voteranno contro. E se sono stanchi di questi argomenti quelli che leggono i giornali, figurarsi i protagonisti. Si possono immaginare le pressioni esercitate su Berlusconi, perché arrivasse a questo passo, la “benevola astensione” per un Movimento che disprezza e da cui è disprezzato, senza ricavarne nessun vantaggio a parte il merito, che nessuno poi gli riconoscerà, e di cui comunque nessuno gli sarà grato, di aver dato un governo alla nazione. 
Io reputo Silvio Berlusconi un genio dell’imprenditoria, ma un sentimentale della politica. Oltre che, ovviamente, un passionale nell’ambito dei rapporti umani, e in particolare di quelli sessuali (in illo tempore). Dunque dovrei fare l’ipotesi che sia capace di commettere grandi errori. Tuttavia non si diviene stramiliardari, e non si rimane protagonisti della politica per ventiquattro anni, se si è degli sciocchi. Dunque, riguardo al comportamento del Cavaliere, ci si può sempre chiedere: stavolta che mi è sembrato un ingenuo, per caso è stato più furbo di quanto io non pensi? E stavolta che mi è sembrato intelligente, non è che per caso lui volesse fare una cosa sbagliata e il destino lo ha invece premiato?
Oggi, dal momento che forse ha fatto la mossa che avrei fatto io, preferisco pensare che l’abbia fatta per intelligenza: cosa che premierebbe sia lui sia me. Sto scherzando.
Posso soltanto esprimere la mia soddisfazione perché, essendosi fatto pregare per due mesi, la “resa” di Berlusconi può essere venduta come atto di generosità, per dare un governo al Paese. Ma per renderla apprezzabile per un malvagio come il sottoscritto, sono costretto a fare un’altra ipotesi.
Dunque, questi due ragazzacci – Matteo Salvini e Luigi di Maio – il primo sbruffone e superficiale, il secondo sprovveduto culturalmente e politicamente, si vogliono far carico delle sorti dell’Italia in un momento difficilissimo e per giunta dopo aver fatto urbi et orbi un mare di promesse azzardate. Ora non si vede che interesse possa avere Forza Italia a mettersi di traverso, soprattutto se – secondo quanto dicono i sondaggi – alle future elezioni potrebbe essere punita dagli elettori. Se invece fa finta di mettersi da parte, non si compromette col governo, e lascia che i due imprudenti vadano a sbattere, dopo la probabile crisi potrà non rinnovare la coalizione con la Lega (ridimensionata), coltivare l’alleanza con Fratelli d’Italia e possibilmente allearsi con il Partito Democratico. In caso di successo Berlusconi personalmente non andrebbe al governo, essendo ormai non il Padre, ma addirittura il Nonno Nobile della nuova coalizione, ma almeno, prima di lasciare la politica, contribuirebbe a dare all’Italia un governo serio. E tutto questo senza chiedere a personaggi come Brunetta o altri irriducibili l’umiliazione di votare per il Movimento o il dispiacere di rompere con lui. Forza Italia non sarebbe (formalmente) all’opposizione, ma è ovvio che anche se lo fosse sarebbe irrilevante. Dunque lucrerà lo stesso la rendita di posizione derivante dal non essersi compromesso col governo. La mossa potrebbe essere azzeccata.
Per chi volesse accusarmi di essere un berlusconiano di ferro, ricordo che ho scritto più volte che il mio ideale era che Salvini si alleasse con Di Maio, e che ambedue insieme andassero a rompersi l’osso del collo. Chi non ci credesse mi costringerebbe soltanto ad andare a vedere in quale o quali articoli ho già sostenuto questa tesi.
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it
10 maggio 2018, ORE 19
P.S. Mentre scrivo Silvio Berlusconi non ha ancora dato la sua risposta. Se dovesse avvenire che la risposta sia negativa, cancellerò questo articolo, sui blog. 




permalink | inviato da Gianni Pardo il 9/5/2018 alle 16:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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