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POLITICA
8 maggio 2018
IL NO DEI NEMICI DELL'UMANITA'
In guerra i popoli civili tendono ad ottenere la vittoria senza provocare distruzioni e sofferenze inutili. Per esempio, non uccidono i prigionieri, anche per evitare che il nemico faccia altrettanto.  
Questo dovere di non provocare danni inutili si estende alle opere d’arte e ai monumenti. I tedeschi della Seconda Guerra Mondiale hanno rinunciato ad utilizzare Roma (“città aperta”) per i loro scopi militari affinché gli Alleati non la danneggiassero. Mentre è rimasta una macchia, a carico degli Alleati, la distruzione dell’Abbazia di Montecassino. Le guerre sembrano interminabili ma in realtà durano soltanto qualche anno. E ise si bombardasse il Pantheon, si farebbe un male irrimediabile all’umanità. 
Proprio per questo lo Stato Islamico si è dimostrato fuori dall’ambito della civiltà moderna. Distruggendo Palmyra ed altri monumenti, oltre che uccidendo senza pietà migliaia di persone inermi, ha dimostrato di essere, come avrebbero detto i romani, “hostis humani generis”, nemico del genere umano. Non è strano che sia stato attaccato dagli Stati vicini, anzi avrebbe meritato di essere attaccato persino dagli argentini e dai vietnamiti, perché ha dichiarato guerra all’umanità. E non una guerra secondo le Convenzioni di Ginevra, ma una guerra di sterminio, anche culturale. Ecco perché esso stesso meritava di essere sterminato, come minimo condannando i suoi militanti prigionieri ai lavori forzati nelle miniere, per dieci anni. “Ad metalla”, come dicevano i romani.
È comprensibile che si voglia vincere, ma dobbiamo sempre ricordare che non siamo belve. Esiste un interesse superiore: quello della comune umanità. Se si fanno morire di fame e di stenti i prigionieri russi, come fece Hitler, o se si distrugge volontariamente e senza nessuna utilità bellica una città d’arte come Dresda (uccidendo al passaggio più persone che a Hiroshima) si obbligano i compatrioti a chiedere scusa per quei crimini nei secoli dei secoli.
Una lunga premessa per dire che, in Italia, Paese da sempre famoso per le lotte fratricide, recentemente siamo tornati indietro di secoli. Le Convenzioni di Ginevra insegnano a rispettare la popolazione civile, ed ecco che i nostri partiti politici, per odio reciproco e per puri interessi elettorali, sono disposti a fare un grandissimo danno al Paese. Il Presidente della Repubblica li ha avvertiti del pericolo, in televisione, in modo chiaro perfino per gli incompetenti: ma nulla frena il loro infantile egoismo. 
Mattarella ha detto cose evidenti. Attualmente abbiamo bisogno di un governo che possa fronteggiare le prossime scadenze economiche (si parla di decine di miliardi di euro e di un possibile disastro economico nazionale), ed ha chiesto che i partiti votino la fiducia ad un governo incolore che se ne occupi nei restanti mesi di quest’anno. Fra l’altro non ne saranno danneggiati. Infatti nel frattempo potranno continuare a cercare un accordo fra loro, e magari costituire un governo politico col quale sostituire immediatamente quello in carica. Ma senza permettere che il Paese subisca gravi danni a causa dell’attuale, interminabile crisi. Tutte le persone informate sanno infatti che siamo seduti su una bomba, dal punto di vista finanziario.
Il Presidente ha anche segnalato che il “voto subito” significa andare alle urne in piena estate, favorendo la già enorme astensione e forse falsificando i risultati elettorali. Senza dire che sono resi impossibili quei provvedimenti che dovrebbero evitare il peggio. Per esempio l’aumento dell’Iva al 25%, sempre che ci si riesca. Qual è stata la risposta dei partiti, in particolare del Movimento Cinque Stelle e della Lega (che s’è trascinata dietro, in questo, Forza Italia)? Un risoluto “no”. Costoro credono di lucrare chissà che, col “voto subito” e che l’Italia vada a ramengo, non è affar loro. 
Gli amici mi perdoneranno l’autocitazione, ma è la più mesta e dunque la più giustificata che mi venga in mente: per quanti mali possano soffrire gli italiani, non ce ne sarà uno che non avranno meritato, votando per certi partiti.
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it
8 maggio 2018




permalink | inviato da Gianni Pardo il 8/5/2018 alle 10:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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