.
Annunci online

giannipardo1@gmail.com
POLITICA
7 maggio 2018
È LA REALTA' CHE COMANDA
È finita come doveva finire. Come insegna la scienza, se le premesse sono giuste, la conclusione è inevitabile. Salvini non ha voluto/potuto lasciare Berlusconi per associarsi col M5S, ma si possono avere dei dubbi sulla possibilità di quell’alleanza anche se non ci fosse stato lo scoglio Berlusconi. Il M5S è rimasto prigioniero dei suoi dogmi, cioè la sua immodificabilità e inassimilabilità. Essendo (o reputandosi) una religione, non è disposto a modificare nulla di ciò in cui crede. Un’alleanza con la Lega sarebbe stata possibile se essa si fosse acconciata a realizzare per intero il programma del M5S, condividendone la responsabilità e i probabili disastri. 
Ciò ha fatto nascere il sospetto che tanto Luigi Di Maio quanto Matteo Salvini abbiano molto parlato di alleanza perché erano sicuri di non poterla concludere, ma ambedue si sono riservati di dire: “Io ho fatto il possibile per dare un governo all’Italia. Sono gli altri che hanno detto di no”.
Questo “double standard” spiegherebbe anche, razionalmente, perché si sono spacciati per principi irrinunciabili principi che non lo erano. Che senso ha il rifiuto pregiudiziale della Lega, nei confronti del Pd? Che senso ha la scomunica di Silvio Berlusconi da parte del M5S? Quell’uomo, per usare un’espressione di Luca Ricolfi, “mica è radioattivo”. E che senso ha avuto il rifiuto pregiudiziale di qualsivoglia alleanza di governo da parte di Renzi? Insomma, quello che abbiamo sotto gli occhi è il risultato che tutti hanno voluto. E si può soltanto provare a spiegare perché lo hanno voluto.
La situazione attuale è caratterizzata dalla concomitanza di due fenomeni devastanti: la situazione economica e l’eccesso di promesse elettorali. Nei mesi avvenire verranno al pettine alcuni gravissimi nodi irrisolti, mine che esigerebbero una ventina di miliardi per essere disinnescate. E il problema è che, o quel denaro non si trova, e le conseguenze sarebbero drammatiche: si va dall’aumento dell’Iva fino al 25%, alle reazioni “europee” e possibilmente all’allarme delle Borse. Oppure quel denaro si trova, strangolando il popolo con le tasse: quella stessa gente che prima si era sentita promettere i pasti gratis del reddito di cittadinanza e la riduzione della pressione fiscale, con la flat tax. È ovvio che il governo in quel momento in carica non avrà nessuna colpa della situazione descritta, ma è altrettanto ovvio che proprio ad esso la gente darà la colpa. Mentre prima nulla ha rimproverato ai governi che hanno spazzato la polvere sotto il tappeto, getterà la croce sull’esecutivo colpevole soltanto dell’enorme stupidità di aver voluto entrare a Palazzo Chigi. Ma così va il mondo. 
Chiunque andrà al governo sarà impopolare quanto e più di Mario Monti e di Elsa Fornero. Se poi si pensa che i partiti che si sono dichiarati vincitori sono quelli che hanno formulato i programmi più utopici e più devastanti, è ovvio che andare al governo con loro sarebbe da incoscienti. 
Ed ora passiamo in rassegna le varie formazioni, per vedere come questo quadro rientra nel loro orizzonte. 
Il M5S, troppo felice all’idea di andare al potere, troppo incosciente per misurare l’entità dei rischi e incapace di misurare l’irrealizzabilità delle sue promesse, è forse stato l’unico che veramente voleva andare al governo. Ma, per come si è comportato, ha esso stesso reso la cosa impossibile. Fra l’altro non si capisce se veramente l’eventuale alleanza con Berlusconi sarebbe stata tanto indigeribile per i suoi elettori (neanche nel corso di cinque anni?), o se non sia stata una scusa per proporre una società in cui il Movimento rimanesse comunque il socio di maggioranza. 
Il Pd, non dimentichiamolo, è il principale responsabile dell’attuale, drammatica situazione economica, mentre il Movimento, almeno fino ad ora, ne è del tutto innocente. E tuttavia Renzi e i suoi amici, realisti, si dicono: “Se proprio qualcuno deve raccogliere i cocci, perché dobbiamo farlo noi, visto che la gente ci perdona per il passato? Meglio che lo facciano altri. Noi aspettiamo il prossimo turno”. Dopo avere assaggiato una legislatura dominata dal Movimento la gente potrebbe pensare che “si stava meglio quando si stava peggio”. E ciò potrebbe far risuscitare il Pd dalle sue ceneri.
Il comportamento di Salvini è stato il meno chiaro, perché non si sono capite le sue vere intenzioni. Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni sono stati risoluti nel non compromettersi con un partito dai programmi impossibili, dall’organizzazione demenziale e dalla vocazione antidemocratica. Anche loro, come Renzi, hanno visto un futuro soltanto nell’opposizione.
Questa serie di posizioni spiega anche il rifiuto della fiducia al governo del Presidente. I partiti sanno che, anche se neutrale, ciò non gli impedirà di essere molto impopolare, visti i provvedimenti che dovrà adottare. Così, non gli votano la fiducia in modo da potersi esimere da ogni responsabilità. Sempreché non spingano la loro audacia fino a contrastare i suoi provvedimenti, in Parlamento, facendo rischiare all’Italia il disastro, e mettendo in discussione la democrazia. Tutto è possibile.
Attualmente si dice dunque che il governo del Presidente, privo della fiducia, ci porterà alle elezioni al più presto. Forse perfino nel mese più caldo e balneare dell’anno: luglio. E la fretta potrebbe spiegarsi così: questo governo avrà davanti a sé un compito che lo farà odiare, e allora che duri il meno possibile. Al resto penseranno le nuove elezioni. Ma quale ne sarà il risultato? 
Dal momento che il Santuario di Delfi era chiuso, l’ultima volta che ci sono stato, bisognerà accontentarsi di qualche ipotesi. Essendo escluso che si riformi significativamente la legge elettorale, i principali risultati sono due: o il M5S incrementerà di molto i suoi voti, fino ad andare al governo da solo, e allora raccomandiamoci l’anima a Dio. Oppure, dopo questo assaggio di vera politica, molti dei suoi elettori saranno delusi, e ritorneranno in gioco partiti seri come il Pd, Forza Italia e – sperabilmente – una Lega meno delirante. Ancora una volta: chi vivrà vedrà. Forse addirittura essendo soltanto moderatamente contento di essere vissuto per vedere ciò che vedrà.
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it
7 maggio 2018




permalink | inviato da Gianni Pardo il 7/5/2018 alle 14:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
aprile        giugno

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte

Non riesco nemmeno io ad inserire un commento. Chi volesse farlo lo inserisca in calce all'identico articolo, rinvenibile su giannip.myblog.it Prendete comunque nota dell'indirizzo giannip.myblog.it per i momenti in cui "il Cannocchiale" non è accessibile. Per comunicazioni, giannipardo1@gmail.com.