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POLITICA
16 aprile 2018
LA VERA NATURA DEL M5S
La natura del Movimento 5 Stelle è così insolita che si teme di sbagliare qualunque cosa se ne dica. E così, se si vuole arrischiare qualche considerazione, è bene farlo con spirito giocoso: “Vi avverto che desidero soltanto passare il tempo”.
I partiti sono caratterizzati da ideologie più o meno nobili, più o meno antiche, più o meno chiare. Ma tutti hanno almeno un’idea sommaria di che cosa significhi, per esempio, essere di destra o di sinistra. Il M5S, invece, non si è mai saputo dove collocarlo. Perché non propugna una data teoria o la realizzazione di un dato programma: ha ideali vaghi e fumosi, come quello dell’onestà, che appartengono a tutti e non significano niente, oppure programmi realizzabili soltanto col denaro fornito dallo Spirito Santo. Il partito si limita ad esprimere un sentimento di rabbia e di protesta. Insomma la voglia di gettar giù tutto. 
Ora può essere vero che un impianto elettrico sia “tutto sbagliato, tutto da rifare”. Ma poiché c’è una regola d’arte, si sa anche che strada intraprendere per ripararlo. Se invece si considera tutta sbagliata l’organizzazione sociale e politica, ma non si sa come rifondarla, si rimane col cerino acceso in mano. Non basa dire “Vaffanculo” a tutti i soggetti che la fanno funzionare, quella società, bisogna anche rispondere a molte domande: chi chiamiamo a sostituirli? chi ci dice che i nuovi venuti siano migliori di quelli che abbiamo mandato via? in che direzione andare, se non ci siamo mai interessati di politica o di economia?
Il Movimento è prigioniero di slogan a base puramente emotiva. Per esempio: il mondo politico è talmente corrotto che con esso non è concepibile nessuna collaborazione, nessun compromesso, nessuna alleanza. E infatti dal 2013 al 2018 il M5S non ha contato niente. Poi, all’approssimarsi delle elezioni, i personaggi meno irrazionali hanno finalmente capito che la realtà è ineludibile. Andare al potere da soli (ottenendo il 51% dei voti) è inverosimile e non rimane che cercare alleanze. Ovviamente questo smentisce il sogno della purezza incontaminata e scontenta gli elettori: ma che si può fare di diverso?
Inoltre, appena vinte le elezioni, dopo aver sempre proclamato di non essere interessati alle poltrone, i “grillini” hanno arraffato tutte quelle che hanno potuto. Forse erano stanchi di stare in piedi, nelle piazze, a inneggiare al disinteresse. 
Poi, pensando di andare al governo, si sono accorti che non si possono allarmare i mercati o gli alleati europei. E allora ecco Luigi Di Maio, in giacca e cravatta d’ordinanza, che recita da mane a sera la parte di un Primo Ministro, se non conservatore, certo rassicurante. Prima, tutto il Movimento ha gridato vaffanculo all’Unione Europea, all’euro, alla Nato, poi, “il candidato premier” s’è rimangiato tutto, lasciando il mondo a chiedersi: qual è il vero M5S: quest’ultimo, estemporaneo, o quello storico di Grillo, di Di Battista e di tanti altri? 
I dogmi del partito sono assurdi ma su ogni argomento il Movimento ha sempre ragione - anche quando cambia opinione - e gli altri interamente torto. Ma col 32,6% dei voti, pur avendo sempre ragione, non si governa e allora i Cinque Stelle hanno cominciato a proporre a tutti un’alleanza. Purtroppo in questi termini: “Siamo disposti ad accettarvi come alleati purché non pretendiate di modificare il nostro programma – che è l’unico giusto - o di avere posti di governo. Tutto quello che offriamo è l’onore di sostenerci”. E poi si sono stupiti che non ci fosse la fila per accettare quell’onore. 
Altro dogma: “Non soltanto siamo gli unici onesti, ma abbiamo anche il diritto di decidere chi è accettabile e chi è inaccettabile. Per esempio, Berlusconi è inaccettabile”. Ma – la vita è imprevedibile – Berlusconi non è stato d’accordo, e il risultato è stato quello che vediamo. Nel frattempo il cerino acceso ha continuato ad accorciarsi fra le loro dita e loro si stupiscono: “Ma se abbiamo vinto le elezioni, come mai non siamo al governo? Se undici milioni di elettori hanno indicato Di Maio come Primo Ministro, come mai non l’hanno nominato?” Non li tange il fatto che le elezioni le vince chi ottiene più del 50% dei voti; che Di Maio è il candidato di Grillo e non degli elettori; e che il Primo Ministro lo nomina il Presidente della Repubblica, non Casaleggio. Cadono dal pero tutti i giorni.
E così finalmente si capisce la natura del Movimento Cinque Stelle. Esso non ha né un’idea della politica né un’idea della realtà. È costituito ad immagine e somiglianza di milioni d’italiani arrabbiati, i quali credono che la protesta sia una politica. Un po’ come credere che avere mal di denti corrisponda ad essere specializzati in odontoiatria. È per questo che quel movimento è pericoloso. Dopo tutto, meglio avere al volante un autista discutibile che lasciare quel posto vuoto, mentre si imbocca la discesa.
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it
15 aprile 2018




permalink | inviato da Gianni Pardo il 16/4/2018 alle 8:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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