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POLITICA
14 aprile 2018
HANNO RAGIONE TUTTI
Un giorno un giudice, ascoltato l’attore, gli dette ragione. Poi ascoltò il convenuto, e dette ragione anche a lui.  Il cancelliere, scandalizzato, gli fece osservare che non poteva dare ragione a tutti e due, e lui ammise: “Hai ragione pure tu”.
Nell’attuale situazione politica si rischia di ritrovarsi nella scomoda posizione di quel giudice. Matteo Salvini esclude categoricamente un’alleanza del centrodestra col Pd perché il contrasto fra i loro programmi di governo è tale che il leader della Lega dovrebbe rimangiarsi tutto quello che dice da anni. Silvio Berlusconi esclude categoricamente un’alleanza col M5S, per rispondere pan per focaccia ai ragazzotti di Beppe Grillo e perché li reputa inadatti a guidare il Paese. Renzi è lieto di mandare al diavolo sia il centrodestra sia il Movimento, per dimostrare che, se loro gli hanno fatto la guerra, anche lui può fargliela, impedendogli di andare al governo. Meglio la rendita dell’opposizione. Luigi Di Maio infine è nella situazione peggiore. Per anni, il Movimento ha detto che non si sarebbe alleato con nessuno (che schifo, gli inciuci) ed ora si trova a mendicare un inciucio. Per giunta, se non l’ottiene, rischia la scomunica di tutti, perché, malgrado il successo, non riesce a governare. Se lo ottiene, rischia la scomunica dei suoi elettori, perché se cerca una maggioranza a destra, gli si chiederà con sdegno perché non l’ha cercata a sinistra, e se la cerca a sinistra, l’inverso. Se infine la cerca sia a destra sia a sinistra, gli si chiede se considera che siano la stessa cosa il diavolo e l’acqua santa. Insomma rischia di rimanere col cerino del suo 32,6% in mano.
Ognuno ha validissime ragioni per mantenere la posizione in cui è. Il cittadino vorrebbe almeno poter dire: “Io sarei lieto che finisse così”. Ma la situazione è troppo confusa. E dire che le soluzioni sono soltanto tre. Escluso un governo di minoranza, ed escluso un governo dei tecnici, perché attualmente queste due soluzioni sono rifiutate da tutti, rimangono queste possibilità: un governo del centrodestra e sostenitori, un governo del M5S e sostenitori, un governo di M5S e centrodestra alleati. La prima ipotesi è la meno pericolosa, perché avremmo un governo esperto e responsabile, ma nel lungo termine sarebbe la più dannosa perché un Movimento che ha avuto quasi un terzo dei voti, una volta relegato all’opposizione, farebbe uso della peggiore demagogia e forse avrebbe un immenso successo alle prossime elezioni. Favorito in questo da una situazione economica che, fatalmente, renderà impopolare qualunque governo.
Seconda ipotesi, il M5S al governo. Ci sarebbe da compatire un Paese guidato da dilettanti allo sbaraglio. Ma ci sarebbe da compatire anche un partito che non potrebbe più cavarsela con le giravolte, le ambiguità e i vaffanculo. Governare è un’altra faccenda, vero Virginia? Dissipata la nebbia, si vedrebbe la realtà di un Movimento che non ha né idee, né esperienza, né senso del reale. I pochi esperti di economia che dice di avere sono keynesiani e il risultato non può che essere il disastro. Per giunta, se per evitarlo rinsavisse completamente, con una conversione a U, eviterebbe il disastro del Paese ma non il suo. I suoi elettori lo accuserebbero di tradimento, di essersi inginocchiato dinanzi alla Merkel e di ogni possibile nefandezza.
L’alleanza fra M5S e centrodestra? Sarebbe per ambedue l’abbraccio della morte. Gli elettori di ogni partito accuserebbero il proprio blocco di avere provocato dei disastri perché si è alleato con l’altro. Veramente non si sa che pesci prendere. La scelta è fra disastri, immediati o rimandati. Se penso al M5Sal governo, dico “Dio ne scampi”, se penso al M5S all’opposizione dico: “E allora gli italiani non impareranno mai”. E se penso ad una alleanza dei due massimi blocchi, riesco ad immaginare la totalità degli italiani che si sentono traditi.
Molta gente è infelice perché nella vita è rimasto un perfetto nessuno. Ma a volte, per quanto riguarda il potere, si deve essere felici di non avere la responsabilità di decidere.
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it
8 aprile 2018




permalink | inviato da Gianni Pardo il 14/4/2018 alle 7:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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