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POLITICA
4 aprile 2018
PECCATO, IL M5S NON HA IL 51%
Se un giovane beve o si droga, i familiari non sanno che cosa fare per salvarlo. Da un lato non si può impedire ad un maggiorenne di rovinarsi, dall’altro ci si dispera, non riuscendo a spiegare a chi si sente forte, in buona salute e invincibile, che l’eroina e l’alcool distruggono quella forza e quella salute. E quando lui stesso finalmente se ne convincerà e si pentirà, sarà troppo tardi per tornare indietro.
Ma non ci si può disperare eternamente. Alla fine, ci si può anche stancare di trepidare per chi non sente ragioni. Forse per questo risulta indimenticabile il Romolo Augustolo di Friedrich Dürrenmatt che, invece di cercare di resistere ad Odoacre, l’aspetta con ansia per fargli le consegne dell’Impero Romano. Se è inevitabile che quell’Impero si dissolva, che lo si aiuti a dissolversi e che sia finita. Nello stesso modo, se qualcuno sembra proprio tenere a rovinarsi, dopo avere cercato di dissuaderlo, ci si può scoprire a desiderare che finisca di autodistruggersi e si tolga di mezzo. Che è sempre un modo di risolvere il problema.
Personalmente sono stanco di trepidare per l’Italia. Questa bella nazione non sente ragioni. Non ne cambiano il corso né l’aritmetica, né la logica, né l’esperienza, né la scienza. Prima induce uomini ragionevoli a comportarsi in modo irragionevole (per esempio i democristiani o personaggi come Prodi e Berlusconi) poi si affida direttamente agli uomini irragionevoli, come Salvini o Di Maio, e ai loro partiti. E allora che cosa si può sperare, se non che costoro realizzino i disastri che sono stati chiamati a realizzare? Chissà che finalmente ciò non riesca ad insegnare agli italiani la validità della tavola pitagorica e della fisica elementare.
È un vero peccato che piccoli motivi di vanità, impuntature sui nomi e pregiudizi reciproci, ci si impedisca di avere immediatamente un autentico governo dei pentastellati. Anzi, è un vero peccato che essi non abbiano ottenuto da soli il 51% dei voti, in modo da potere governare senza dover rendere conto a nessuno. Nemmeno al buon senso. Se è questo che gli italiani desiderano, che siano accontentati.
È un po’ come quando qualcuno, seriamente malato, insiste ad affidarsi ai guaritori piuttosto che alla medicina ufficiale. Gli si può spiegare per filo e per segno come stanno le cose, ma alla fine, perdendo la pazienza, può darsi che ci scappi di bocca la semplice verità: “Senti, dopo tutto, ognuno ha il diritto di ammazzarsi”.
Naturalmente gli amici che leggono queste righe potrebbero obiettare che, come al solito, qui c’è un eccesso di pessimismo. Ma li prego di rassicurarsi: si sbagliano. Io sono più d’accordo con loro di quanto non pensino. Dal momento che – si dice -  i pessimisti hanno torto più spesso degli ottimisti, mi allineo sul parere di questi ultimi e dico che bisogna assaggiare in concreto la loro formula. Se vogliono, voto anch’io per il M5s e mi alleno a gridare “Vaffanculo!”. 
Sono all’incirca cinquant’anni che vedo il Paese avviarsi verso una situazione di oggettivo fallimento economico. E non posso aspettare altri cinquant’anni per avere la conferma che, ubriacandosi tutti i giorni, ci si rovina la salute. Ormai vorrei tanto che l’Italia raccogliesse i frutti dei mirabolanti cambiamenti prospettati da questi coraggiosi rivoluzionari. Oppure, più realisticamente, che subisca le conseguenze del vento che ha così a lungo seminato. In questo secondo caso non sarà una spensierata Schadenfreude (soddisfazione del male altrui) perché il male non sarà altrui. E quand’anche lo fosse, soffrirei per gli amici che mi trovo ad avere su questa sfortunata penisola. Loro sono forse incolpevoli, ma non si può salvare Sodoma perché in essa c’è un Lot.
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it
31 marzo 2018




permalink | inviato da Gianni Pardo il 4/4/2018 alle 5:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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