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POLITICA
22 marzo 2018
BERLUSCONI GIOCA LE SUE CARTE
Per una volta amerei essere un giornalista professionista, vivere a Roma, ed essere abbastanza introdotto negli ambienti “giusti” per divertirmi un po’. Vorrei infatti essere sicuro di capire che cosa sta effettivamente avvenendo, dietro le quinte, per quanto riguarda le nomine dei Presidente della Camera e del Senato, e – in prospettiva – per il futuro governo.
Vista da questa colonia meridionale, la situazione sembra essere la seguente. Salvini non può fare il governo con il M5s perché il centrodestra non lo seguirebbe e lui sarebbe soltanto il junior partner di Di Maio. E passerebbe da “quasi” leader del centrodestra a portatore d’acqua del Movimento. Francamente non gli conviene. 
Berlusconi, facendo leva su questa certezza, per qualche tempo l’ha lasciato battersi il petto come vincitore e l’ha lasciato negoziare col compito leader dei 5 Stelle, ma al momento opportuno ha fatto a Salvini un’offerta che questi non poteva rifiutare. Gli ha proposto di essere il candidato unico del centrodestra, o comunque di essere colui che si recherà da Mattarella per le consultazioni in vista del nuovo governo, ma nel frattempo ha chiesto di essere lui – cioè Forza Italia – a designare la personalità indicata come Presidente del Senato. Attenzione, il centrodestra al Senato ha i numeri per nominare da solo chi vuole, come Presidente. E a questo punto ha fatto un nome secco: Paolo Romani.
Questo è stato un colpo da maestro. Bisogna premettere che i “grillini”, per una delle loro tante fisime, si sono impegnati a non votare, nemmeno in seguito ad accordi, nessuno che abbia un procedimento penale in corso e – men che meno – una condanna penale. Ora è avvenuto che (per come ho letto) mentre Romani era fuori città sua figlia si sia impossessata del suo telefonino (che invece era stato assegnato a Romani per fini di ufficio) e l’abbia usato, fino ad un importo di dodicimila euro. Dio sa come si spendano dodicimila euro telefonando, ma io sono troppo vecchio per capirlo. Comunque Romani, appena lo ha saputo, è andato a rifondere lo Stato, ma ciò non è bastato a togliergli l’accusa di peculato. Per questo crimine, i 5 Stelle – calcolava Berlusconi – si sarebbero trovati dinanzi ad una scelta impossibile. Se avessero accettato di votarlo, sarebbero venuti meno ad uno dei loro impegni più solenni, provocando, se non la rivolta, il malcontento della base e dei recenti parlamentari eletti. Se avessero rifiutato di votarlo, come poi è stato, avrebbero fatto fallire le trattative per i Presidenti della Camera e del Senato. 
A questo punto Berlusconi si trova con una briscola in mano.
Salvini non può che smettere di flirtare con Di Maio. E infatti in data odierna ha già detto che tutte le trattative sono azzerate. Romani sarà eletto con i voti del solo centrodestra, e il Movimento o vota a favore (ma hanno detto che non lo faranno) o si astiene (e la base lo interpreterà come un favore a Berlusconi) oppure vota contro, ma con questo autorizza il centrodestra a votare contro il nome proposto dal Movimento per il Presidente della Camera. Rendendo più difficile questa nomina ed anche le possibili trattative per il nuovo governo, per la parte che include il M5s.
Tutto questo, salvo errori ed omissioni. Io non sono a Roma e non so nemmeno se ho capito bene. Se ho sbagliato qualcosa e qualcuno mi può correggere, che lo faccia, sarò contento di saperne di più e di ringraziare chi mi illumina.
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it
22 marzo 2018




permalink | inviato da Gianni Pardo il 22/3/2018 alle 18:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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