.
Annunci online

giannipardo1@gmail.com
POLITICA
16 marzo 2018
L'AZZARDO DELLE ELEZIONI ANTICIPATE
I proverbi non sempre dicono la verità. Del resto non potrebbero, dal momento che alcuni sono anche contraddittori: “Meglio soli che male accompagnati” o “L’unione fa la forza”? Ma quando lo stesso proverbio esiste in più lingue, sempre con la stessa sostanza, è il caso di pensare che sul suo contenuto ci sia un universale consenso. Per esempio, “Meglio l’uovo oggi che la gallina domani” in francese diviene “Un tiens vaut mieux que deux tu l’auras” (un eccotelo vale più di due l’avrai). E ancora, in inglese “A bird in the hand is worth two in the bush” (un uccello in mano ne vale due nel cespuglio), in spagnolo, “Más vale pájaro en man que cien volando (un uccello in mano vale più di cento che volano) ed in tedesco, “Ein Spatz in der Hand ist besser als eine Taube auf dem Dach” (un passero nella mano è meglio di una colomba sul tetto).
Insomma una persona prudente ci pensa due volte, prima di giocarsi l’uovo. Ecco perché il comportamento del M5s e della Lega può stupire. Ambedue questi partiti attualmente tirano tanto la corda da far pensare a molti commentatori che in realtà vogliono tornare alle urne. Il Movimento avrebbe la speranza di conquistare da solo la maggioranza e la Lega, quanto meno, quella di inglobare i residui voti di Forza Italia. Fino a divenire da solo l’alternativa di destra. I moderati, pensando alla necessità di avere un governo, biasimeranno questi comportamenti, ma dopo tutto Machiavelli è un nostro compaesano. Rimane però legittimo chiedersi se veramente i calcoli dei due partiti siano plausibili.
Il M5s è stato reso arrogante e audace da un’affermazione superiore alle aspettative. Prima, quando parlava di ottenere il 51% dei voti, sapeva di indicare una soglia assurda. Ora, mostrando il suo 33%, può dire: “Amici, ce l’abbiamo quasi fatta. Suvvia, ancora uno sforzo, e vi apriremo le porte del Paradiso Terrestre”. Ma c’è qualcosa cui forse i “grillini” non hanno pensato.
Un partito può vincere perché gli elettori vogliono che governi, ma può anche avere successo perché gli elettori non pensavano che potesse averlo. Votando per esso in realtà hanno votato “contro” qualcun altro, o contro l’establishment. Ma se si vota poco tempo dopo, il dubbio può essere chiarito dagli elettori in un senso o nell’altro portando a una maggiore affermazione o a un tracollo.
Fino alla metà degli Anni Settanta i comunisti non facevano che aumentare i consensi, tanto che alla fine furono sentiti da tutti come a un passo dall’andare al governo. Fu la volta in cui Montanelli disse: “Turatevi il naso e votate Dc”. E infatti in quelle elezioni la Democrazia Cristiana ricevette anche i voti di persone che mai l’avevano sostenuta prima. E mai l’avrebbero fatto, dopo. Così da quel momento il Pci imboccò la parabola discendente. 
Il M5s ha come asso nella manica il fatto che dà voce alla protesta. Ma si può essere sicuri che i voti “contro tutti” si trasformeranno nei voti “a favore del Movimento”? Potrebbe anche avvenire che molti di quelli che prima hanno votato Grillo per protestare, ci penseranno due volte quando si tratterà di affidare il Paese a improbabili dilettanti come Luigi Di Maio, con programmi come il reddito di cittadinanza e una politica di deficit spending. 
Né le cose vanno meglio per la Lega. Il suo successo è ovviamente dello stesso tipo di quello del M5s e ne condivide i difetti. Per giunta, a forza di esagerare, Salvini ha danneggiato la propria posizione all’interno del centrodestra e così, per cominciare, potrebbe anche non riformarsi l’attuale coalizione. Forza Italia potrebbe giocarsi il tutto per tutto e decidere di rimpannucciarsi da sola o sparire. Oppure, pur formandosi la coalizione, la campagna elettorale potrebbe essere spesa a dimostrare che la Lega, pure alleata, è un partito inaffidabile e dal programma inapplicabile. Lo slogan dei berlusconiani potrebbe essere: “Se non volete cadere nelle mani di incompetenti irresponsabili, votate per noi”. Come escludere che questo discorso risulti convincente? 
Fra l’altro, nel momento in cui si rivotasse, potrebbe avere influenza sul voto ciò che sarebbe avvenuto da oggi ad allora. Se dal ritardo nella costituzione del governo derivassero gravi problemi economici per l’Italia, o se si verificassero difficili congiunture economiche anche per mancanza di un governo in carica, gli italiani potrebbero darne la colpa ai partiti che sono stati a un passo dal potere e non l’hanno voluto perché lo volevano ancora più grande. Gli uccelli nel cespuglio saranno pure due e saranno belli, ma potrebbero volar via.
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it
15 marzo 2018




permalink | inviato da Gianni Pardo il 16/3/2018 alle 8:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
febbraio        aprile

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1866933 volte

Non riesco nemmeno io ad inserire un commento. Chi volesse farlo lo inserisca in calce all'identico articolo, rinvenibile su giannip.myblog.it Prendete comunque nota dell'indirizzo giannip.myblog.it per i momenti in cui "il Cannocchiale" non è accessibile. Per comunicazioni, giannipardo1@gmail.com.