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giannipardo1@gmail.com
8 marzo 2018
SANTA CLAUS FOR PRESIDENT
Siamo troppo umani (e dunque un po’ selvaggi) per impedirci di desiderare qualcosa, come se il nostro desiderio la rendesse più probabile. Questo meccanismo psicologico è così radicato, nell’uomo, che sin dall’antichità si sono creati i concetti di benedizione e maledizione. Pratiche che sarebbero innocenti, dopo tutto, se non fossero considerate ambedue influenti sulla sorte del benedetto e dal maledetto. Una volta una signora che sfrattavo, mentre mi accingevo a scendere le scale dal terzo piano, mi augurò di rompermi l’osso del collo. Bisogna proprio essere dei miscredenti a tutto tondo per mettersi a ridere, come feci io, aggiungendo: “Signora, lei ha reso l’evento ancor meno probabile, perché mi ha ricordato di fare attenzione”. La maggior parte delle persone si sarebbe offesa a morte. E allora l’uomo civile dovrebbe sentire una notevole diffidenza nei confronti del verbo desiderare, come dei colleghi benedire e maledir. Potrà permetterseli soltanto come gioco o poco più. E come gioco propongo ciò che segue. 
La situazione politica è talmente incerta che passa la voglia di occuparsene. È come se qualcuno ci chiedesse di provare ad indovinare quali numeri usciranno dei cinque dadi che sta per gettare sul tavolo. Ciò corrisponde ad azzeccare un numero su quasi ottomila. Ma, se fosse una lotteria e avessimo il 371, chi potrebbe impedirci di desiderare che esca proprio il 371?
Così anch’io mi sono chiesto quale sia il mio 371 politico.  E naturalmente il primo desiderio è risultato quello di prendere a calci nel sedere tutti i partiti, viste le promesse elettorali. Ma loro potrebbero facilmente difendersi dicendomi che a quei salti nell’irrealtà sono stati costretti dagli italiani, che volevano sentirsi raccontare favole, altrimenti avrebbero votato per altri. E infatti il partito più votato è stato quello che l’ha sparata più grossa: il Movimento 5 Stelle, col suo bravo reddito di cittadinanza. Dunque i destinatari naturali dei calci non dovrebbero essere il sig.Di Maio o il sig.Salvini, ma tutti gli italiani che hanno votato. Vaste programme, avrebbe detto De Gaulle.
E allora scendiamo a più miti consigli. Non la giustizia integrale (i calci nel sedere) ma il più divertente dei desideri, dal momento che non c’è modo di salvare un Paese che vota per “grillini” e leghisti. Ebbene, la cosa che desidero di più, a questo punto, è vedere il Movimento 5 Stelle al governo. Per giunta non vorrei che fosse condizionato dall’alleanza con partner energici e ragionevoli: lo vorrei libero di attuare il suo programma come meglio l’intende. Tanto, ormai sono vecchio e non possono danneggiarmi a lungo. Così finalmente li vedremmo all’opera. Chissà che la salvezza degli italiani non passi da qualche drammatica esperienza. 
Immaginate un giovane scervellato che corre troppo in motocicletta, fuma due pacchetti di sigarette al giorno e non disdegna una mezza bottiglia di whisky, quando capita. A che scopo fare prediche ad un vincente del genere, per giunta aureolato da grandi successi femminili? L’unica è sperare che abbia un infarto che lo riduca in fin di vita. A questo punto se, mentre ancora ha un piede nella tomba, il cardiologo gli dice che deve smettere di fumare, evitare alcool, strapazzi ed emozioni forti, ci sono grandi possibilità perché il giovanotto lo ascolti con rispetto. E non è forse vero che questo infarto, se lo supera senza troppi danni, gli avrà salvato la vita e forse permesso di arrivare alla vecchiaia?
Per gli elettori italiani arrabbiati, per quelli che pensano che “l’è tutto sbagliato, tutto da rifare”, per quelli che credono che il governo, volendo, potrebbe esonerare tutti dal lavoro, mandandogli a casa lo stipendio col postino, anzi – siamo moderni – con bonifico bancario digitale e automatico, per tutti costoro non si riesce ad immaginare nessun trattamento psichiatrico adeguato, se non l’esperienza concreta dei provvedimenti che sognano.
Certo, ci andrebbero di mezzo i galantuomini. Quelli che queste follie non le hanno mai chieste, e mai avrebbero voluto subirle, ma siamo in democrazia e i meno sono sottoposti al potere dei più. Dunque, in quanto italiani, siamo tutti degni di questa sorte. Che io vi auguro e mi auguro, cari connazionali. Abbiamo voluto il Duce e questo ci ha guariti dal sogno dell’Uomo Forte. Ora sogniamo sfacciatamente il Paese di Bengodi, e non ci rimane che assaggiare Santa Claus for President, cioè il governo di Babbo Natale.
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it
8 marzo 2018




permalink | inviato da Gianni Pardo il 8/3/2018 alle 15:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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