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POLITICA
23 gennaio 2018
PERCHÉ TANTE PROMESSE INVEROSIMILI
In questi giorni la politica è estremamente noiosa. Gli interessati si battono per i posti in lista e i seggi sicuri, i partiti – tutti - sparano balle grandi come case e nessuno si occupa realisticamente della situazione economica e del debito pubblico. Anche perché è impossibile farlo. Tutto ciò può avere un interesse per chi partecipa alla campagna elettorale ed ha qualche possibilità di entrare in Parlamento: ma per i cittadini tutte queste discussioni valgono assolutamente zero.
Di certo c’è che dopo il cinque marzo avremo una bella gatta da pelare. Forse ci vorranno mesi, per costituire un governo, e comunque questo governo, una volta varato, non ci offrirà nulla di ciò che in questi giorni ci è stato promesso. Chiunque vinca. 
Questo stato di cose crea una sorta di quieta disperazione. Se la politica non ci riguardasse così da vicino, potremmo anche dimenticarla e pensare ad altro. Viceversa essa avrà una notevole influenza sulle nostre vite e allora si comprende che si facciano mille commenti, mille calcoli, mille previsioni. Pur sapendo che il compito è impossibile. 
Forse val la pena di spiegare questa impossibilità. Gettando in aria una monetina, sappiamo che avremo testa o croce. Ma già con un dado le possibilità sono sei. E quando il risultato dipende dalla decisione di mille, centomila o parecchi milioni di persone, l’impresa è assolutamente disperata. Neanche le indagini demoscopiche aiutano molto. In primo luogo, danno risultati diversi fra loro. Poi hanno una validità approssimativa, nel senso che ammettono di potersi sbagliare del due o tre per cento, un due o tre per cento che in fin dei conti potrebbe poi risultare dirimente. Infine la gente potrebbe sia mentire all’intervistatore (soprattutto quando è tentata di votare per un partito che i benpensanti giudicano male) sia cambiare opinione, all’ultimo minuto. Ecco perché il risultato delle elezioni è a volte così sorprendente. 
Fra l’altro chi decide è colui che vota, ma proprio costui è tutt’altro che cosciente di decidere qualcosa. Al contrario pensa che il suo voto è una quantità insignificante, e dunque vota da “irresponsabile”. Essendo convinto di non contare nulla, è capace di votare per il diavolo, col bel risultato che, se molti hanno il suo stesso atteggiamento, alla fine il diavolo può vincere le elezioni. È ciò che è avvenuto con Donald Trump. Chissà quante persone, in America, avrebbero votato per qualcun altro, se avessero pensato che veramente Trump poteva vincere.
Il futuro è tanto più imprevedibile quanto maggiore è il numero di fattori da cui dipende. Nel nostro caso, dunque, più che alle discussioni fra i politici, più che ai loro programmi e alle loro promesse, bisognerebbe guardare alla situazione obiettiva. Perché quella, almeno, può essere osservata.
Di sicuro c’è che il nostro modello socio-economico è difettoso. Lo dimostra il fatto che da anni andiamo peggio degli altri membri dell’Unione Europea. E il modello nessuno potrebbe cambiarlo perché tutti lo reputano quello giusto. Ciò spiega perché i rimedi proposti dai candidati siano tutti immaginari e si riassumano nel miracolo di spendere di più senza incassare di più. 
E tuttavia proprio questo stato di cose illumina la situazione. Se i problemi dell’Italia ammettessero una soluzione, almeno un partito la proporrebbe. Ai tempi del Pci i comunisti ci avrebbero detto che la rivoluzione proletaria, con l’instaurazione di un sistema sovietico, avrebbe cambiato tutto. Ed effettivamente l’avrebbe cambiato, anche se in peggio. Oggi una soluzione drastica di questo genere – per il meglio, però – non esiste. E allora i partiti fanno a gara di bugie. Tutti sono convinti che se non mentissero anche loro concederebbero agli avversari un indebito vantaggio, un vantaggio che potrebbe anche farli vincere, e allora anche loro promettono la Luna. Così parlano di “redditi gratuiti” e inducono i cittadini a sognare di vivere a spese degli altri. Anche se non si sa chi siano questi altri e se, esistendo, sarebbero in grado di mantenere la moltitudine dei nullafacenti.
Il fatto che le promesse siano inverosimili ed eccessive, prima di indurci ad un giudizio morale sui politici, dovrebbe farci capire che in questo momento nessuno è in grado di proporre un programma per farci uscire sul serio dalla crisi. Questo fatto si spiega con la paradossale situazione per la quale il nostro modello non funziona ma gli italiani rimangono così rocciosamente convinti che sia quello giusto che, pur non capacitandosi del fatto che non funzioni, non riescono a proporne uno diverso. 
Così siamo a rimorchio della realtà. Di fronte ad una situazione senza via d’uscita siamo inerti ed è per questo che la politica è noiosa. 
Non ci rimane che vivere come possiamo, aspettando di assistere a ciò che avverrà. L’unica certezza è che la Terra continuerà a girare esattamente nel tempo di ventiquattro ore al giorno. 
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it
23 gennaio 2018




permalink | inviato da Gianni Pardo il 23/1/2018 alle 6:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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