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POLITICA
16 agosto 2016
LA SFIDUCIA NEGLI ESPERTI
Un articolo di Jean Pisani-Ferry, sul Sole 24 Ore(1), denuncia un fatto che è sotto gli occhi di tutti e di cui nessuno parla: l’attuale sfiducia della gente negli esperti, e in particolare negli economisti. Si è visto nella Brexit, si vede nel successo di Donald Trump in America e di Marine Le Pen in Francia. Per non parlare dell’ostilità ai tecnocrati di Bruxelles. Pisani-Ferry attribuisce il fenomeno soprattutto a due cause: al fatto che gli economisti non siano stati in grado di avvertire il grande pubblico della crisi che stava per cominciare nel 2008, e in generale al fatto che chi governa l’economia si occupa di grandi fenomeni che non tengono sufficientemente conto delle conseguenze su certe categorie di cittadini. È possibile, per esempio, che l’arrivo di immigrati sia utile alla produzione, ma è anche vero che esso potrebbe comportare un contenimento dei salari, cosa sgradita agli operai. Così l’editorialista. A mio parere tuttavia c’è di più. 
È vero, milioni e milioni di persone sono rimaste amaramente deluse vedendo che tutti gli esperti del mondo messi insieme, ed anche quelli di Wall Street (che quella banca l’avevano sotto il naso) non abbiano previsto con un solo giorno d’anticipo il fallimento della Lehman Brothers. Se, per così dire, gli economisti e gli analisti non sono in grado di vedere il quasi-presente, come potrebbero predire il futuro? Ma il peggio non è, come scrive Pisani-Ferry, che gli esperti non siano stati in grado di prevedere la grande crisi, il peggio, a mio parere, è che, soprattutto in Europa (per non parlare dell’Italia) non siano stati capaci di metterci rimedio. E ciò per un tempo infinito. 
A volte si accumulano per anni delle forze, simili a cariche elettriche, e la gente continua a vivere normalmente. Si spera sempre che non accada niente. Ma è fatale che quelle cariche elettriche, in un momento che nessuno riesce a prevedere, si scarichino trasformandosi in un fulmine devastante. Gli economisti forse non possono impedire il disastro, ma potrebbero almeno avvertire del pericolo. Dovrebbero instancabilmente raccomandare a tutti, ai politici e alla gente comune, di non accumulare cause di disastri, come per esempio gli enormi debiti sovrani. Perché poi una volta o l’altra si ha il fulmine. E invece reggono il sacco ai governi. 
Per gli uomini qualunque, gli esperti sono quelli che li guardano dall’alto in basso, parlano difficile, a parole prevedono tutto e risolvono qualunque difficoltà, mentre poi, di fatto, non azzeccano una previsione e non risolvono nessun problema. E per questi bei risultati sono pagatissimi, mentre la gente ha le pezze sul sedere e se c’è una crisi se la tiene per anni.
Non c’è nessuna ragione di ironizzare sulla sfiducia negli esperti, perché deriva dai fatti. I risultati dei macroeconomisti sono disastrosi, soprattutto quanto maggiore è il loro potere. Basti pensare all’Unione Sovietica. Rimane indimenticabile l’ironia di Sergio Ricossa sulle previsioni economiche con la virgola (“l’anno prossimo il pil crescerà al 2,7%”), mentre poi i risultati divergono di numeri interi.
La conclusione è di portata generale. Dr gli economisti non sono in grado di prevedere il futuro economico non è perché siano sciocchi o incompetenti, è semplicemente perché, riguardo al futuro, la scienza economica non è una scienza. Bisognerebbe smetterla di ascoltarli come oracoli e loro stessi dovrebbero smetterla di presentarsi come tali. I governi non dovrebbero credersi in dovere e in grado di guidare l’economia: lo hanno fatto per molti decenni sulla base delle loro teorie politiche e i risultati sono stati disastrosi. La sfiducia nei loro confronti è giustificata. Il meglio che essi possano fare, è non mettere i bastoni fra le ruote.
In occasione della Brexit, come giustamente nota Pisani-Ferry, tutti gli economisti nazionali ed internazionali hanno sconsigliato il sì, e tuttavia gli inglesi (proprio gli inglesi, perché gli scozzesi hanno votato no) non gli hanno dato retta. Avranno pensato: “Gli esperti sono d’accordo con i governanti, e insieme hanno fatto più danni della peste”. Forse hanno sbagliato nel caso specifico, ma non hanno sbagliato in generale. 
Per la stessa ragione in Italia la gente non ascolterà i discorsi tecnici in favore della riforma costituzionale, fondati o infondati che siano. Per il “sì” sarebbe più efficace qualcosa di concreto, un vero rilancio dell’economia o una seria diminuzione della disoccupazione. Le “technicalities” stanno a zero.
Comunque, in materia di economia gli esperti e i governanti potrebbero liberarsi di ogni problema smettendo di proclamarsi capaci di guidare il mondo e soprattutto smettendo di provarci. Se, come è probabile, le cose andassero meglio, saremmo salvi. E se continuassero ad andare male, i governanti potrebbero almeno dire che non è colpa loro.
Gianni Pardo, pardonuovo.myblog.it
15 agosto 2016
(1)http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2016-08-15/la-pericolosa-sfiducia-esperti-103850.shtml?uuid=ADOwq13




permalink | inviato da giannipardo il 16/8/2016 alle 9:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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