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20 giugno 2011
LASCIATE OGNI SPERANZA...
Un tempo andare a scuola significava studiare latino. Oltre a fornire i rudimenti della struttura delle lingue (oggi la gente non sa più che cos’è un avverbio) ciò dava un’occasione per conoscere  alcuni elementi di base della nostra civiltà: proverbi, espressioni latine ancora correnti e, per i ragazzini, le favole di Fedro. Il latino è morto. Oggi al liceo ne sanno di meno che un tempo in quarta ginnasiale. Quanto alle favole di Fedro, sono state annientate da Walt Disney. Per tutte queste ragioni, se si vuole citare una di quelle favole, bisogna raccontarla da capo.
Un lupo e un agnello andarono a bere al ruscello. Il lupo a monte, l’agnello a valle. Tuttavia il lupo accusò lo stesso l’ovino di intorbidargli l’acqua. Alle risposte del piccolo il lupo disse che sì, forse quel giorno era innocente, ma gli aveva intorbidato l’acqua un anno prima. L’agnello gli fece notare che per quella data non era ancora nato e il lupo gli replicò che, se non era stato lui, era stato suo padre. Insomma quando un lupo intende mangiare un agnello la colpa gliela inventa.
In politica si verifica qualcosa del genere. Premesso che moralmente tra una fazione politica e la fazione opposta il divario morale è spesso impercettibile - qui sono tutti lupi - rimane lo stesso triste che non ci sia modo di orientarsi nel festival della malafede. Per il centro-destra il ministro Visco aveva solo il preciso intento di danneggiare gli italiani, per molti è Tremonti l’imperdonabile colpevole dell’attuale recessione. Taglia i fondi alla solidarietà, alla sanità e alla cultura e per pura malvagità impedisce il rilancio dell’Italia. Per principio, non si riconosce mai un merito dell’avversario.
Indubbiamente nessun governo è innocente, ma quando la “malafede programmatica” è spinta alle sue estreme conseguenze, le parti politiche non si limitano a contrastarsi: arrivano all’odio più acre. Del resto, come non odiare chi vuole costantemente il male del Paese per interesse o per stupidità?
In Italia l’elettorato di centro-destra è deluso dall’azione del governo. E non per ciò che esso ha fatto negli ultimi tre anni, ma per ciò che ci si aspettava sin dal 1994. Tutti chiedono le “riforme”a gran voce e con tono esasperato. E si potrebbe dare ragione a questi scontenti se, attuate le riforme, o anche una sola riforma, poi si sentisse un coro di grazie. Invece questo è assolutamente escluso. Una volta che si fa una legge, la risposta è che si voleva non quella legge, ma un’altra. Che magari sancisse la rotondità del quadrato e l’ottenimento della botte colma e della sposa satolla. La riforma che s’è fatta ha invece peggiorato le cose. Bisogna opporsi con ogni mezzo. Scendiamo in piazza. Fischiamo il ministro. E se la nuova legge, molto prudente, intacca poco la realtà, si dirà che è una riforma cosmetica, di facciata, che prende in giro i cittadini. Perfino quando una riforma (per esempio quella universitaria) malgrado i suoi limiti è da giudicare comunque come un passo nella buona direzione, l’opposizione spara ad alzo a zero e i pochi che, sempre da sinistra, ne indicano i meriti, sono guardati come traditori.
In Italia la lotta politica si svolge nel campo della fantasia, si riduce a demagogia e pubblicità. La parte che riesce a vendersi meglio vince. Solo quando un guaio è innegabile e visibile si ha un serio effetto sulla politica. Quando la spazzatura sommerge Napoli, non c’è demagogia che tenga. E tuttavia proprio questo è un caso esemplare.
Premesso che Napoli vota da sempre a sinistra, e ora addirittura per l’ultrasinistra giustizialista e demenziale, se uno difende da destra gli amministratori di quella sfortunata città è difficile accusarlo di faziosità o di malafede. Il fatto che né Bassolino, né la Jervolino, né i magistrati interventisti, né i commissari prefettizi e neppure l’esercito siano riusciti a risolvere il problema, dimostra che, nelle condizioni giuridiche e di fatto dell’Italia, esso non è risolvibile. E se non si può risolvere un problema deprecato da destra e da sinistra; un problema la cui soluzione è semplice (rimuovere la spazzatura e metterla altrove o utilizzarla); un problema che ha anche risvolti sanitari e d’immagine internazionale, allora non abbiamo molte speranze. Bisognerebbe riformare l’amministrazione dello Stato. Ma tutti sono contro tutte le riforme. E allora assolviamo preventivamente anche De Magistris come assolviamo il governo per tutta l’Italia.
Il Bel Paese è esattamente come lo vogliamo. Con la spazzatura per le strade.
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it,
20 giugno 2011




permalink | inviato da giannipardo il 20/6/2011 alle 15:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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