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politica interna
7 giugno 2011
NAPOLI: L'ANTIPOLITICA INSEGNERA' LA POLITICA
Su Luigi De Magistris ne sanno molto di più quelli che hanno narrato le sue imprese giudiziarie o quelli che hanno seguito le trasmissioni di Michele Santoro o di Giovanni Floris. Analogamente, su Napoli c’è parecchia gente, del mondo politico e della cultura, che può scrivere dottissimi saggi. E tuttavia qui si vuole azzardare una tesi che, male che vada, servirà da spunto per chi è più competente.
Alcuni dati sono di dominio pubblico e non temono smentita. Napoli è amministrata dalla sinistra da tempo immemorabile. Il centro-destra non ha personaggi di spicco, tali da potere contrastare, col carisma personale, questa tendenza dell’elettorato locale e per queste ragioni, nelle ultime amministrative, l’unica speranza di vincere era riposta nell’indignazione dei napoletani. Si pensava che i cittadini, badando più al puzzo della spazzatura che alle loro convinzioni politiche, avrebbero mandato a casa chiunque fosse corresponsabile della tragedia della città.
Il calcolo non era sbagliato ed anzi si è rivelato approssimato per difetto. Non solo i napoletani erano indignati contro il centro-sinistra ma lo erano talmente anche contro il centro-destra e il governo da votare per qualcuno che si era candidato “in opposizione” al Pd: da sinistra. Anzi, da rappresentante dell’ultrasinistra giustizialista, quella che ha idee semplici, violente e selvagge da Masaniello. Napoli ha votato “per il diavolo”, ha scritto qualcuno.
I commenti al voto sono stati stupefacenti. Il centro-sinistra ha detto che il centro-destra è stato sonoramente battuto - al punto che esso non è più maggioranza nel Paese, e che il governo farebbe bene a dimettersi – e personalmente ha cantato vittoria. Ha parlato di momento storico, ha affermato che si è voltata pagina, che da qui parte la riscossa, che il berlusconismo è finito. Che cosa c’è di vero, in tutto questo?
Che il centro-destra sia stato sonoramente battuto sarebbe esatto se esso avesse prima governato Napoli: e non è. Al primo turno i candidati di sinistra hanno avuto (ognuno) meno voti di Lettieri esclusivamente perché erano due. E, si noti, fra loro il più votato è stato De Magistris. Dunque, se parliamo di destra e sinistra, a Napoli si è solo confermata la tendenza precedente. Nulla di nuovo. Del centro-destra non bisogna dire che “ha perso”, bisogna dire che “non ha vinto”: infatti non aveva nulla da perdere.
Diverso è il caso del centro-sinistra. De Magistris si è candidato malgrado l’opposizione del Pd, prova ne sia che quel partito non ha rinunciato a candidare un proprio uomo, col rischio che al primo turno vincesse Lettieri. Infine il candidato dell’Idv è stato eletto non perché uomo della sinistra targata Pd, ma perché uomo che a questa sinistra si oppone. Con quale coraggio Bersani osi assumere atteggiamenti trionfalistici, è ancora da capire.
La verità è che Napoli ha rigettato sia quelli che hanno sempre governato sia quelli che avrebbero voluto cominciare a farlo.
Chi ha vinto? Ha vinto la rabbia, non certo Napoli. Il malato che decide di andare dall’omeopata non solo non guarisce prima, ma rischia di non curarsi per il tempo in cui si affida all’acqua fresca del dr.Hanemann. È questa una delle ragioni dell’ostilità della scienza ufficiale nei confronti di questa “medicina alternativa”. Il ragionamento dei napoletani dinanzi ai cumuli di spazzatura è simile a quello del malato scoraggiato: se i competenti non riescono, vediamo se riescono gli incompetenti. “Peggio di così non potrebbe andare”.
E invece potrebbe, come disse l’aiutante di campo al generale dopo la disfatta: “Potrebbe anche piovere”. I problemi della città sono oggettivi e l’ex magistrato rischia di scoprire a sue spese che, se è impossibile governare avendo intorno troppi amici che frenano, è ancor più difficile governare avendo intorno solo nemici. Napoli imparerà che l’antipolitica è essa stessa una politica e non è detto che gli incompetenti irrazionali e volontaristi riescano lì dove hanno fallito i competenti. Se il motore non si mette in moto può essere umano che si vada in collera ma non è prendendolo a martellate che si risolverà il problema. Se poi invece De Magistris riuscisse a fare miracoli, da un lato ne saremmo felici per Napoli, dall’altro impareremmo quanto sia difficile giudicare gli uomini, anche quando il giudizio è fondato sui comportamenti precedenti. Ma abbiamo poche speranze di sbagliarci.
Il vero vincitore di Napoli è la politica. Hanno vinto il Pd, il Pdl, l’Udc. Quando gli abitanti di quella sfortunata città avranno visto che cosa sono capaci di fare quelli che, invece di studiare meccanica, brandiscono un martello, forse voteranno diversamente.
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it, pardonuovo.myblog.it
6 giugno 2011




permalink | inviato da giannipardo il 7/6/2011 alle 8:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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