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POLITICA
6 settembre 2008
L'ESEMPIO
 

Quando si sostiene una tesi è opportuno uscire al più presto dalla nuda teoria e fare un esempio. I concetti infatti, da soli, spesso non riescono a fornire un quadro significativo di ciò che si vuol dire: sia per i limiti di chi parla sia per i limiti di chi ascolta.

Se qualcuno sostiene che in qualche caso è giusto togliere i figli ai genitori, da prima ottiene un atteggiamento infastidito. Le  parole “figli” e “genitori” fanno pensare ad un binomio inscindibile, che non bisognerebbe mai toccare. Ma tutto cambia se chi sostiene la teoria fa un esempio: “Immaginate che una madre cerchi di convincere la propria figlia tredicenne a fare sesso con i propri amici adulti, promettendole che le farà ricchi regali: in questo caso sarebbe giusto evitare che la ragazzina sia avviata alla prostituzione?” Dinanzi a questo quadro orribile tutti sono d’accordo e cadono le perplessità.

Tuttavia non raramente, proprio per l’incapacità di molti di percepire il punto che si vuole illustrare, cioè di distinguere il caso singolo dalla teoria, gli esempi dànno luogo ad obiezioni. Qualcuno potrebbe infatti cominciare a dire: “Ma se non fosse vero, che la madre ha cercato di avviare la figlia alla prostituzione? Se la bambina tutto questo l’avesse inventato? Se addirittura si potesse dimostrare che la madre non ne sapeva niente e che la ragazzina aveva intrapreso autonomamente una carriera di prostituta?”

Queste osservazioni dimostrano due cose. In primo luogo, che l’esempio può servire a meglio precisare la teoria. Si potrebbe infatti cogliere l’occasione per specificare: non è giusto togliere i figli ai genitori “in qualche caso”, ma “quando è provato che essi li danneggiano”. In secondo luogo che l’esempio spesso rivela gli imbecilli. Se si era detto “in qualche caso”: è ovvio che doveva trattarsi di episodi abbastanza gravi da giustificare quel provvedimento: e l’avviamento alla prostituzione è solo uno di essi. Se nella fattispecie l’adolescente è mitomane o corrotta, è forse un caso di avviamento alla prostituzione? Si può ipso facto parlare d’indegnità dei genitori? È chiaro che l’obiezione non c’entra niente, con la teoria.

Deve tuttavia dirsi che in grande misura la difficoltà di comprensione delle teorie (giuridiche, filosofiche, morali, ecc.) nasce dal fatto che la maggior parte delle persone non ha familiarità con l’astrazione. Molti  non capiscono se si dice che in diritto la condizione riguarda un evento futuro e incerto mentre il termine riguarda un evento futuro e certo. Tutto diviene invece chiaro se si scende sul concreto. Condizione: “Ti pagherò se la banca mi concederà il mutuo”; infatti non è sicuro che ciò avverrà. Termine: “ti pagherò a Natale”. Ambedue gli eventi sono futuri, ma uno è incerto, l’altro no. In realtà, sia detto di passaggio, i casi sono quattro (incertus an, incertus quando: se mi sposerò; incertus an, certus quando: se l’Inter vincerà lo scudetto nel 2009; certus an, incertus quando: quando mio zio morirà; certus an, certus quando: il contratto scadrà il 31 dicembre 2008). Ma si lascia il resto del problema agli studenti di legge.

Ma anche in questo caso è notevole come alcuni, invece di cercare di capire ciò che gli si vuole spiegare, si mettono a discutere il caso singolo. “È stupido che qualcuno dica al creditore ‘Ti pagherò se la banca mi concederà il mutuo’. Non può farsi prestare i soldi da un amico? All’altro che cosa importa, dei suoi rapporti con la banca? I debiti bisogna pagarli, e basta: prima che un principio giuridico è un principio morale!”

L’esempio non è mai inutile, neanche per le persone in grado di giostrare con le idee e di comprendere a fondo il senso delle parole: esso facilita la comprensione e costituisce quasi un pianerottolo nella lunga scala dell’apprendimento. Esso è necessario per le persone normalmente intelligenti che però non hanno familiarità con l’astrazione. Infine è inutile con le persone impermeabili anche ad esso. In questo caso è opportuno cambiare discorso.

Gianni Pardo, giannipardo@libero.it

 




permalink | inviato da giannipardo il 6/9/2008 alle 13:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
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